Sboarina e Rucco, quell’infungibile desiderio di sposare A2A

La cosiddetta “infungibilità” serve a evitare la gara sulla scelta del terzo partner della fusione fra Agsm e Aim. Perchè la scelta è già stata fatta

Nessuno lo dice, nei centrodestra di Verona e Vicenza, ma tutti lo pensano, anche se tutti non lo sanno (nei consigli comunali c’è anche chi non capisce quel che vota, è risaputo). La cosiddetta “infungibilità”, cavillo giuridico uscito dal cappello degli infaticabili creativi, è lo stratagemma per evitare di mettere a gara la scelta del terzo partner industriale dopo la fusione fra le multiutiliy Agsm e Aim. Tutto qui? Tutto qui. Ma è parecchio. Perché è la prova provata che il famoso terzo, in questo caso non incomodo ma comodissimo, è già stato scelto, ed è il gigante lombardo A2A.

Dopo il mandato esplorativo conferito al presidente di Agsm, Daniele Finocchiaro, per individuare l’alleato della coppia berico-scaligera fra quattro papabili (A2A ma anche Hera, Eon e Acea), fra dicembre e l’inizio di questo mese è avvenuta un’accelerazione improvvisa che, tramite l’infungibilità di cui sopra, ha isolato i milanesi di A2A. Il termine giuridichese indica una procedura senza bando di gara, in sostanza l’affidamento diretto in caso si ritenga che certi servizi o prodotti siano infungibili, cioè forniti soltanto da un solo operatore economico. Ora, il motivo sarebbe che A2A ha belli pronti degli inceneritori che fanno al caso loro a Brescia, a Bergamo e a Corteolona (Pavia). Entro fine marzo i tre nuovi soci dovrebbero stendere un piano industriale mettendosi d’accordo sul concambio, ovvero sull’equilibrio nell’assetto interno, che dovrebbe prevedere A2A al 30% e il resto ad Agsm e Aim (ma non si ancora questo 70% come spartito fra veronesi e vicentini) e andare poi verso la firma finale entro metà anno. La percentuale minoritaria ai lombardi dovrebbe fugare il vivissimo sospetto, secondo i promotori, che il colosso si pappi in seconda battuta i piccoli veneti. Occorrerà attendere il protocollo di aggregazione, per capirci di più.

Nel frattempo, a protestare vivacemente è stata l’emiliana Hera, esclusa a priori dalla competizione. Le opposizioni di centrosinistra dei due capoluoghi rivendicano la veronesità e vicentinità delle aziende comunali, paventando rischi di non poco conto: secondo la giurisprudenza in materia, scansare la gara può essere un escamotage legittimo solo nei casi in cui sussistano specifiche ragioni che impediscano di reperire sul mercato, o comunque a condizioni sproporzionate, una data fornitura o prodotto. Come mai le amministrazioni Sboarina e Rucco si sono intignate sull’abbraccio con A2A? Sintomatico è il cambio di linea della Lega a Verona, che della giunta locale è l’azionista più forte: prima contraria, poi favorevole. I rumors riferiscono di un intervento dall’alto, verosimilmente da chi tiene il bastone del comando in casa leghista su questi temi, Giancarlo Giorgetti, l’alter ego in grisaglia di Salvini, che mediante il proconsole salviniano Lorenzo Fontana deve aver stroncato ogni resistenza. A2A è diventata la multiservizi della Lombardia, più importante feudo leghista d’Italia, e tanto basta, nonostante fra i soci di primo piano figurino Comuni governati dal Pd, Milano e Brescia (in foto, l’impianto bresciano).

Il Carroccio, a dispetto della faccia guerriera del Capitano, non ragiona in termini ideologici, è pragmatica: a Treviso, per esempio, la ricca clientela del gas di un’altra sua roccaforte, Ascopiave, se l’è aggiudicata proprio Hera. In seguito ad una gara, però, a cui hanno partecipato tutti e conclusa, fra l’altro, con un risultato molto premiante, in termini economici, per i trevigiani, dando vita alla prima indiscussa forza nelle utility del Nordest. Per Verona e Vicenza, invece, si è deciso di no, che non era necessaria. Eppure anche Hera ha i suoi termovalorizzatori. La scelta, dunque, è chiaramente pre-industriale. E, a meno di smentite che arrivassero dai futuri accordi, non la più vantaggiosa, rispetto alla possibilità di tirar su il prezzo, detta un po’ alla grezza, con un bando aperto.

(ph: ambientebrescia.it)