Anci Veneto ai Comuni: «5G, senza certezze non diciamo sì»

Il presidente regionale dell’associazione dei sindaci Conte (Lega): «Voglio pareri nero su bianco da Arpav e Usl. Se qualche collega ha già le idee chiare venga a spiegarcele»

«Soltanto Teolo ci ha contattati. Nessun altro». Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente dell’Anci Veneto da novembre 2019, risponde così ai colleghi primi cittadini di Comuni che su Vvox lo hanno chiamato in causa sulle preoccupazioni riguardo l’installazione delle antenne per la nuova tecnologia 5G. «L’Anci ci rappresenta e dovrebbe aiutarci a capire – hanno in sostanza detto i sindaci di Camponogara, Cinto Euganeo e Gambugliano – ma finora non ci ha dato risposte. Non vogliamo essere cavie della sperimentazione».

«Aspettiamo risposte ufficiali»

Conte spiega che all’Anci ci stanno lavorando: «Molti protagonisti non si sono ancora espressi ufficialmente. Come Anci ci incontreremo a breve con Arpav e aziende sanitarie e creeremo un tavolo di confronto tecnico. In questo momento una posizione non c’è, la stiamo costruendo con professionalità e pareri. Anche da sindaco di Treviso si stanno facendo avanti le varie compagnie ma fino a quando non si esprimeranno Arpav e Usl ascolto, valuto, studio ma non prenderò alcun provvedimento. Perchè non abbiamo ancora gli strumenti per farci un’idea e non conosciamo l’impatto da un punto di vista tecnologico ma anche ambientale, paesaggistico e sanitario. Nessuno è contro lo sviluppo ma tutti mettiamo al centro la salute dei cittadini e quindi chiediamo garanzie». Però sulle segnalazioni dei sindaci Conte rimanca che «solo Teolo ci ha scritto e tra l’altro io non ero ancora presidente, lo sono da due mesi. Poi magari qualcuno ha mandato una mail o chiamato qualche componente del direttivo, ma in questo momento non ho sentito criticità nei confronti del tema 5G. Tanti comuni hanno scritto direttamente alle aziende sanitarie senza ricevere risposte, il tema è in fase di valutazione da parte degli enti che dovranno certificare la bontà o meno di un progetto».

«Invito alla prudenza»

Ma Conte un messaggio ai sindaci intanto lo manda: «Intanto invito tutti alla prudenza. E attenzione nella gestione delle fake news che girano sui social network perchè si crea un terrorismo mediatico incredibile. Su questo, per esempio, tanti sono i cittadini che ci scrivono: è vero che i sindaci tagliano gli alberi sopra i tre metri perchè intralciano i segnali delle nuove antenne del 5G? Fandonie, che di sicuro non aiutano a pianificare e capire. Quindi prudenza». Sindaci che si sentono anche impotenti di fronte delle società telefoniche, multinazionali, senza mezzi per opporsi. Se non con indicazioni dal punto di vista urbanistico su dove installare le antenne: «I piani antenne vengono comunque avallati dalle amministrazioni e una volta capito l’impatto di questa tecnologia capiremo anche quali sono gli strumenti burocratici all’interno dei regolamento comunali per poter agire, fermare o accompagnare alla crescita di questo progetto».

Le responsabilità dei sindaci

Il sindaco Paolo Rocca di Cinto Euganeo nel Padovano aveva polemizzato con queste parole: «Fai una foto ad un monumento e la tecnologia ti dà immediatamente 50 pagine di storia. L’Anci è intelligente: vogliamo davvero bloccare il 5G? Avremo anche un minore impatto ambientale”. Conte ribatte senza giri di parole: «Se un sindaco ha già le idee chiare e le competenze o una preparazione personale e ce lo viene a spiegare magari ci fa anche un piacere. Perchè è più avanti di tutti gli altri. Io sono ancora nella fase in cui devo capire quali sono gli impatti delle nuove tecnologie. Ma non leggendo su facebook o ascoltando le voci che girano, ma con documenti, certificati alla mano, relazioni da parte di persone preposte che dovranno assumersi anche delle responsabilità». Problema, questo della responsabilità, ribadita anche da Gambugliano («sindaci lasciati soli a decidere»): «E’ la stessa posizione dell’Anci – conclude Conte – di attesa che qualcuno si esprima in modo ufficiale. Però non so perchè dicano che non abbiamo fatto niente: a livello nazionale ci sono canali di dialogo col ministero, a livello locale come detto stiamo per incontrare Arpav e aziende sanitarie. Di cosa potremmo metterci a parlare ora con i sindaci se non ci siamo ancora confrontati con i protagonisti principali per quanto riguarda salute e tecnologie? Stiamo costruendo il percorso informativo e vogliamo pareri ufficiali messi nero su bianco».