«Ponte Morandi, ora i Benetton hanno capito di aver sbagliato»

A dirlo Mion, presidente di Edizione Holding ed ex BpVi: «Con la revoca della concessione i sogni di Gilberto e della famiglia dovranno cambiare, ne dobbiamo prendere atto»

«Partiamo dalla sottovalutazione del disastro (il riferimento è al Ponte Morandi ndr). Ora, da parte della famiglia Benetton, c’è consapevolezza degli errori commessi». Queste le parole di Gianni Mion, presidente di Edizione srl (holding della famiglia Benetton, ndr) ed ex presidente della Banca Popolare di Vicenza, in un’intervista al Corriere del Veneto. «Da parte dell’azienda ci si è resi conto dei danni causati e c’è stato un significativo ravvedimento operoso riconosciuto anche dal ministro Paola De Micheli», sottolinea Mion che aggiunge: «E’ comprensibile che si voglia dare una lezione alla società. Tanto più che si è creata una psicosi sui ponti che crollano e le gallerie chiuse».

Un ravvedimento, aggiunge, «che ha incluso l’accoglimento della variazione tariffaria. Se poi non si riterrà sufficiente tutto questo ma si arriverà a una revoca della concessione è chiaro che i danni su tutto il sistema Atlantia saranno rilevanti. Gli investimenti fatti sulla base del piano tariffario originario portavano a prospettive eccellentissime. Con la revoca è chiaro che i sogni di Gilberto, della famiglia e, più modestamente, del sottoscritto, dovranno cambiare. Ne dobbiamo prendere atto. Il mio compito è sostenere i diritti dell’azienda ma nel rispetto di posizioni altre». La conciliazione, conclude Mion, «è sempre necessaria. È una questione di buon senso. Rientra fra gli obblighi dell’amministratore difendere gli interessi dell’azienda trovando una soluzione. E mi risulta ci sia disponibilità alla negoziazione dalla controparte».

(ph: imagoeconomica)