Bernardi si racconta: «Come sono diventato Mister Secolo»

Presentato a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale del Veneto, il libro del campione, eletto nel 2001 “Miglior giocatore del secolo”

E’ stato presentato oggi, a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale del Veneto, il libro di Lorenzo Bernardi ‘La Regola del 9. Come sono diventato Mister Secolo‘, Roi Edizioni.

Il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha portato in apertura i saluti istituzionali e ha ricordato come “Lorenzo Bernardi nel 2001 è stato eletto dalla FIVB ‘Miglior giocatore di pallavolo del XX secolo’, ed è considerato il pallavolista più forte di tutti i tempi, oltre che un simbolo in Italia della cosiddetta ‘generazione di fenomeni’. Nel suo palmares, annovera 9 Campionati italiani vinti, 5 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane e, a livello europeo, 4 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 4 coppe CEV, 2 Supercoppe. Al termine dell’attività agonistica, ha intrapreso con successo anche la carriera di allenatore, conquistando, tra altri titoli, due campionati, in Turchia e in Italia quando, alla guida della Sir Safety Umbria Volley, si è aggiudicato pure la Supercoppa italiana e la Coppa Italia, realizzando così un fantastico triplete”.

“Lorenzo Bernardi – ha sottolineato Ciambetti – con il suo esempio di atleta e di uomo, può insegnare, soprattutto alle giovani generazioni, che nella vita, alla base di ogni traguardo raggiunto, c’è il saper fare squadra, la capacità di lavorare assieme agli altri in vista di un obiettivo comune, mettendo al bando ogni forma di personalismo esasperato. Uniti si vince e tutti assieme si possono raggiungere anche risultati inattesi. E mi piacerebbe che questa mentalità vincente e positiva, che predilige il ‘noi’ all”io’, possa caratterizzare anche il lavoro qui in Regione, per offrire ai cittadini servizi ancora di maggiore qualità”.

Il Presidente della Commissione consiliare Sport, Alberto Villanova (ZP), ha ringraziato “Lorenzo Lollo Bernardi, il mio idolo quando ero bambino. Per me, ex pallavolista e appassionato di questo sport, è un grande onore averlo oggi come ospite, qui a palazzo Ferro Fini. Bernardi, con i suoi grandi successi a livello di club, soprattutto nella Sisley Treviso, e di Nazionale, ha contribuito a far conoscere la pallavolo al grande pubblico, e di questo gli siamo grati. Ringrazio in particolare il presidente Regionale FIPAV, Roberto Maso, e il Presidente della Federazione Trevigiana, Michele De Conti, oggi presenti alla presentazione di questo libro che racchiude i successi sportivi di Lorenzo Bernardi, ma la cui lettura può anche rappresentare un importante insegnamento per i nostri ragazzi, in campo sportivo, e non solo”.

L’autore del libro, che si sente ormai “un veneto a tutti gli effetti, pur essendo trentino di nascita“, ha premesso che “questa è la mia biografia, in cui racconto i segreti dei mei successi sportivi, obiettivi che ho potuto conseguire anche e soprattutto grazie ai compagni di squadra straordinari con cui ho avuto il piacere di giocare assieme. Quello che ci legava, non era solo un vincolo di amicizia, ma la voglia di raggiungere grandi obiettivi che avevamo in comune e in nome dei quali fummo bravi a lasciare in secondo piano gli interessi personali. Ci hanno dipinto come una ‘generazione di fenomeni’, ma credo che noi eravamo soprattutto una ‘generazione fenomenale’, perché il nostro segreto era quello di non accontentarci mai, di volerci sempre migliorare, anche a costo di non riuscire a godere fino in fondo delle vittorie conquistate, dovendo pensare subito al successivo traguardo da raggiungere. Perché vincere, a volte, può anche non essere così difficile, ma si può continuare a farlo solo se si ha grande determinazione e cultura del sacrificio, valori che partono dai singoli giocatori e vengono acquisiti dal gruppo che in questo modo diventa un team vincente”.

Bernardi ha ammesso “ho vinto tanto, ma ricordo con grandissimo piacere soprattutto i primissimi successi, quelli che più di tutti gli altri hanno saputo regalarmi emozioni indescrivibili; penso in particolare al primo scudetto conquistato a Modena e poi, nel 1994, a Treviso, dove ho avuto la fortuna di trovare una grande famiglia di imprenditori e una società modello che mi ha trasmesso alcune regole fondamentali, che poi ho cercato di reinterpretare anche al di fuori del rettangolo di gioco. E avevamo un pubblico straordinario…”. Il grande campione ha spiegato come “il talento nello sport, come nella vita, è necessario ma non certo sufficiente, perché deve essere coniugato con la dedizione al lavoro, il sacrificio e l’impegno quotidiano. Durante gli allenamenti settimanali, cercavo di mettere in ogni schiacciata la stessa intensità massima che avrei poi impiegato mettendo a terra l’ultimo decisivo pallone nella finale mondiale o olimpica. Questo penso sia il grande segreto per riuscire a scalare anche le montagne più impervie. Non ero un giocatore dotato di grandi mezzi atletici, ma sicuramente di una grande forza mentale, questo sì. E penso che chi ha un talento particolare, abbia poi il dovere morale di dare qualcosa in più rispetto a chi magari non è dotato delle stesse qualità. Con la Nazionale fummo capaci di un crescendo straordinario, dopo anni in cui non si era vinto nulla, proprio grazie alla nostra grande forza mentale, alla cui formazione contribuì in modo decisivo il coach Velasco, che fu un grande trascinatore e motivatore”.

“E anche dalle sconfitte si possono e si devono trarre insegnamenti positivi – ha concluso Lollo Bernardi – perché solo le cadute, anche quelle più rovinose e dolorose, possono darci la spinta per migliorare e rappresentano quindi una opportunità unica per fare il decisivo salto di qualità. Perdemmo una medaglia olimpica, quando tutti ci davano per sicuri vincitori, m