Camposampiero da record: tumore rimosso con robot Da Vinci

Il presidente Zaia: «Una grande macchina in mano a bravi e aggiornati chirurghi come quelli veneti ha potenzialità enormi»

«Le potenzialità di un robot come il Da Vinci, nelle mani di bravi e aggiornati chirurghi come quelli veneti, sono enormi. Quando abbiamo deciso di investire milioni di euro per acquistare queste macchine straordinarie e sostenerne la diffusione nei nostri ospedali avevamo visto giusto. Bravi a Camposampiero a coglierne tutte le opportunità. Grazie all’equipe del dottor Morpurgo, oggi l’Italia sa che, con investimenti tecnologici come questo, anche un tumore al retto si può aggredire in maniera minivasiva, senza compromettere l’organo malato». Con queste parole, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta la «prima nazionale» ottenuta dai chirurghi dell’Ospedale padovano, che hanno asportato la delicata neoplasia in una signora anziana con la tecnica minivasiva resa possibile dal robot Da Vinci.

«La sanità veneta – sottolinea Zaia – è quella italiana con il maggior numero di robot chirurgici in attività, e il successo dell’Ospedale di Camposampiero dimostra quanto sia importante dedicare risorse alle tecnologie avanzate, in chirurgia come nella diagnostica. Ne investiamo per oltre 70 milioni di euro l’anno. Soldi spesi benissimo, e altri ne investiremo anche nel 2020, che mettono a disposizione gli strumenti migliori a medici capaci e ostinati nel ricercare sempre nuove metodologie di cura e che offrono alle persone malate cure sempre più precise, incisive e meno invasive, che significa meno dolore e tempi di guarigione più veloci. Un caso – conclude Zaia – che dimostra come tecnologia significhi anche umanizzazione della cura».

(ph: Facebook Ulss 6 Euganea)