«Dopo i capannoni, vuote anche le culle. Colpa di Zaia»

Guarda, Ruzzante, Bartelle (Veneto2020) accusano il governo regionale: «Politiche non solo superate, fallimentari»

“Occorre fermare l’impoverimento dei giovani” – è il messaggio preoccupato rilanciato nella relazione della più giovane tra i consiglieri regionali, Cristina Guarda, oggi relatrice di minoranza della modifica al “Piano strategico delle Politiche della Casa”, valido dal 2013 al 2020.

Assieme ai colleghi Ruzzante e Bartelle, del Coordinamento Veneto2020, ribadisce: “Questi sette anni di Governo Zaia si chiudono con un Veneto più povero. Più povero di case pubbliche e più povero di giovani: la Regione non ha saputo vedere la crisi vissuta da molti dei nostri concittadini negli ultimi anni, così come le esigenze nuove che se già allora si manifestavano, tanto più oggi sono evidenti: Ciò rende le politiche venete non solo superate, ma fallimentari.”

A riprova di ciò i Consiglieri ricordano che: “dalle case pubbliche Ater sono rimaste fuori almeno 6-7000 persone in emergenza abitativa. E questo a prescindere dai tanto sbandierati “prima questo o prima quell’altro”, slogan usati dalla Lega per coprire una situazione vergognosa: quasi un paese fatto tutto di persone in difficoltà a cui Zaia e la sua amministrazione non hanno saputo dare nessuna risposta, lasciando soli questi veneti e soli i comuni a fronteggiare una situazione che continua ad essere critica”.

“Situazione aggravata – ha continuato la Consigliera Guarda – dal fatto che moltissimi giovani scelgono di costruirsi un futuro fuori dalla nostra regione, portando con sè fuori dal Veneto le migliori competenze e le migliori speranze e lasciando qui tra l’Adige e il Tagliamento una terra non solo con i capannoni, ma anche con le culle sempre più vuote.”

I consiglieri quindi concludono: “Soprattutto questi veneti, quelli nati e cresciuti in questo secolo, sono stanchi di sentire slogan vuoti: vogliono e meritano invece proposte concrete e innovative anche sul piano della casa, la prima sicurezza necessaria a chi vuole indipendenza personale e futuro per una nuova famiglia. E la risposta non può che essere la costruzione di una nuova coscienza sociale, facendo sperimentare e vivere direttamente la bellezza di un social housing proiettato nella generazione di relazioni intergenerazionali ed interculturali. Il Veneto ha bisogno di cambiare rotta trovando una maniera di aiutare tutte le persone in situazione di emergenza abitativa e dare inoltre nuove speranze, attraverso un meccanismo di edilizia agevolato, ai tanti giovani che sono costretti a prolungare la loro adolescenza a casa dei genitori perché, da precari, uscire di casa é spesso proibitivo. Giovani, anziani accuditi dal vicinato di prossimità attraverso il social housing sono le sfide che l’amministrazione Zaia, tutta chiacchiere e cemento, non ha saputo nemmeno sfiorare. E sono i cardini della nuova politica che il centrosinistra metterà in campo dopo le elezioni di primavera.