Rinoceronte bianco del nord, università Padova tenta di salvarlo dall’estinzione

Sono rimasti solo due esemplari di femmine ma, grazie ad un ambizioso progetto, sono stati ottenuti tre embrioni sani

Continua l’ambizioso progetto di ricerca che ha lo scopo di salvare dall’estinzione il rinoceronte bianco del nord. È stata recentemente portata a termine con successo un’altra fecondazione in vitro che ha originato lo sviluppo di un nuovo embrione sano. Il dipartimento di biomedicina comparata e alimentazione dell’università di Padova è partner di questa collaborazione a livello internazionale coordinata dal Leibniz Institute di Berlino. Fanno parte di questo consorzio anche il centro di medicina molecolare Max Delbrück, il laboratorio AVANTEA, lo zoo di Dvur Kralove in Repubblica ceca, e la facoltà di medicina dell’università di Kyushu in Giappone.

Il lavoro dei ricercatori coinvolti nel progetto era giunto a un importante risultato nell’agosto del 2019: erano stati infatti ottenuti due embrioni sani grazie alla fecondazione in vitro di alcuni ovociti raccolti da Najin e Fatu, gli ultimi due esemplari rimasti al mondo di rinoceronte bianco del nord – ovvero due femmine che vivono nella riserva naturale Ol Pejeta Conservancy in Kenya – usando lo sperma congelato di un maschio della stessa specie. Ai due embrioni sviluppati con successo va ora ad aggiungersene un altro, ottenuto attraverso il medesimo delicato processo. Tutti gli embrioni sono crioconservati in attesa di essere impiantati in un esemplare di rinoceronte bianco del sud in grado di portare avanti una gravidanza (a differenza, purtroppo, di Najin e Fatu).

Per l’università di Padova è la professoressa Barbara de Mori a seguire il progetto, direttrice del laboratorio di etica per la medicina veterinaria, la conservazione e il benessere degli animali e docente di bioetica animale. «Si tratta di un progetto di emergenza che viene portato avanti su più fronti, ed è molto importante riuscire a raggiungere dei risultati entro breve tempo. È nelle nostre mani, come scienziati, la possibilità di salvare questa specie in via di estinzione e di dare un futuro anche a Najin e Fatu. È fondamentale, sul versante che viene impegnate queste due femmine di rinoceronte bianco, programmare il prelievo di ovociti considerandone il benessere, rispettando le buone pratiche e portando avanti in maniera puntuale una valutazione etica costante al fine di poter dare vita il più possibile ad embrioni che possano poi dare vita a futuri esemplari di questa specie. Per noi scienziati questo è un traguardo importante, perché conferma la nostra speranza di fare qualcosa di buono per questa specie e anche per le generazioni future. Infatti, chi verrà dopo di noi potrà portare avanti questo lavoro».

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