«Vi racconto la Russia, ma Fellini e la Serenissima… che meraviglia»

Intervista con Šachnazarov, regista e produttore russo pluripremiato, ospite di due rassegne monografiche a Verona e Vicenza

Capelli bianchi, occhiali un po’ oscurati, lupetto e giacca nera. Esattamente il look che ci si aspetta da uno dei registi russi più apprezzati dal mondo della critica d’essai mondiale, ma bastano poche battute per abbattere il (leggero) muro di distacco ed avere accesso a piccoli scrigni di memoria della storia del cinema e a lucidi sguardi sul presente.

Questo è il Karen Šachnazarov, regista e produttore (classe ’52), protagonista della rassegna Incontri con la Cultura russa organizzata dall’associazione Conoscere Eurasia e in programmazione a Verona. Lo abbiamo incontrato a Vicenza in occasione della rassegna monografica parallela a lui dedicata.

La retrospettiva vicentina, promossa da Gallerie d’Italia Palazzo Leoni Montanari, assieme alla Società di Mutuo Soccorso di Vicenza, prevede la proiezione di cinque film al Cinema Odeon – sala Lampertico ogni martedì alle 20.30, fino al 18 febbraio.

Lei è considerato un regista eclettico, i suoi film variano dal documentario al musical. Come descriverebbe la sua poetica?
Non ci ho mai pensato. Non ho mai provato ad analizzare me stesso, faccio e basta. Non ho mai analizzato i miei lavori: sono diversi perché il mio carattere è così. Volevo rappresentare cosa mi incuriosiva e mi attraeva. Del resto, è noioso fare una cosa sola.

Come arriva quindi la sua ispirazione, come accade che un tema lo affascini a tal punto da costruirci un film?
Non c’è una fonte di ispirazione ben precisa. Può essere un incontro, due chiacchiere e da questi sprazzi di vita può uscirne un film. Un dettaglio, una sciocchezza… . Ad esempio ne “Day of the full Moon” non c’è un soggetto. perché volevo realizzarlo così, in “dispetto” ai critici. Insomma, deve scattare una scintilla, che fa nascere un quadro, un’ immagine visiva»

Com’è nata questa fascinazione per Anna Karenina? Cosa ha fatto scattare la scintilla?
Perché ho trovato il mio punto di vista. Mi sono chiesto cosa potesse esserne stato del principe Vronsky alla morte di Anna. Un film si gira quando si può dire qualcosa, se no, come nel caso di Anna Karenina, basta consigliare il libro.

Lei è conosciuto in tutto il mondo e ha contribuito a far conoscere la Russia in tutto il mondo. Le è mai capitato di essere inspirato da un altro contesto che non fosse la Russia?
No, è impossibile. Anche se dovessi creare un film fuori dall’ambiente russo non sarei credibile o comunque questo film sarebbe impregnato di cultura russa, perché io sono figlio della sua  storia, delle sue tradizioni. Al di là di questo, la cultura russa ha assorbito ed è stata influenza da altre culture, è contaminata nella storia. Per esempio la mia generazione è cresciuta con una forte influenza del cinema italiano. Il mio ideale era Fellini, questo è il cinema perfetto.

Qual’è il suo film di Fellini preferito?
Tutti. Non lo so… “Le notti di Cabiria”, “La nave va”… Ma faccio fatica a sceglierne uno. Ho avuto anche l’onore di conscerlo perché il mio film nell’87 arrivò secondo dopo Intervista. e ho parlato con lui, gli ho fatto da traduttore. Quasi un’ora.

Quindi non le è dispiaciuto arrivare secondo?
No, no, assolutamente. Ma il presidente della giuria De Niro mi ha detto che il mio film gli era piaciuto di più (ride). L’unica cosa che mi dispiace è non avergli chiesto l’autografo, magari con uno dei suoi famosi sketch. Era partito un progetto sulla “Reparto numero 6” di Ceckov e Marcello Mastroianni sarebbe dovuto essere protagonista, con Suso Cecchi d’Amico alla sceneggiatura, ma poi non se ne fece nulla. Purtroppo.

Il Veneto è stato per centinaia di anni crocevia di culture, con la Repubblica Serenissima di Venezia. Cosa è arrivato in Russia?
E’impossibile dirlo. Venzia attrae tutto il mondo e ha influenzato tutto il mondo. Mi colpisce tantissimo che poche persone, alcune decine di migliaia, siano riuscita a creare un impero, un’impresa che non può lasciare indifferenti. Fa pensare alla forza d’animo dell’uomo, cosa può essere capace di fare.

Era un impero commerciale però…
A maggior ragione. Questi soldi non sono piovuti dal cielo. E comunque l’arte… Ha conquistato tutto il mondo. Nella costruzione del Cremlino c’è una forte influenza dell’arte veneziana e veneta.

E la Casa Bianca è palladiana…
Ovvio. Gli architetti ed artisti italiani hanno influenzato tutto il mondo. San Pietroburgo (ndr: e si torna in Russia) è nata con Rastrelli.

C’è un tema contemporaneo che è riuscito a colpirla? Si parla moltissimo di ambiente, ad esempio. C’è stato un devastante rogo in Siberia l’anno scorso. Che riflessioni le suscitato?
Sì, Siberia, Australia, Brasile.. (batte la mano sul tavolo) Quello che colpisce è la stupidità degli esseri umani che spendono tantissimi soldi per distruggersi anziché per proteggere le ricchezze della terra. Questo colpisce. Le armi odierne non sono arco e frecce ma costosissime tecnologie. Con un quarto del budget i problemi del mondo, come la fame, l’ambiente, sarebbero risolti. Questo colpisce.

C’è qualcosa in cantiere?
Sì, sto lavorando a una sceneggiatura ma l’impegno principale è sulla Masfilm, la mia casa di produzione.