Giordani ha tirato fuori gli attributi: Lorenzoni avvisato

Lo sgombero dei compagni di Clac all’ex Macello è stata una mossa tutta politica. Con un occhio anche alle regionali

Era prevedibile che un’azione come lo sgombero di ieri dell’ex Macello a Padova portasse, per usare un eufemismo, a divergenze di opinioni, tra chi è a favore perché la legalità è sempre da rispettare e chi, invece, lo ha considerato un atto di forza nei confronti di chi in quei locali abbandonati stava svolgendo attività dai nobili principi. La polizia non ha agito di testa sua: ha provveduto a dar seguito a un’ordinanza firmata dal sindaco di centrosinistra Sergio Giordani contro le associazioni unite nella sigla Clac, vicina alla sinistra della città.

Era prevedibile che la componente per l’appunto di sinistra, Coalizione Civica, in primis la consigliera Daniela Ruffini, saltasse addosso al sindaco sottolineando che «nessuno dei consiglieri nè la giunta erano stati avvisati». Il vicesindaco e leader di Coalizione Civica, Arturo Lorenzoni, ha cercato di placare gli animi, spostando l’attenzione sulla nuova sistemazione da trovare. Il sindaco, serafico nel suo stile democristiano, ha replicato derubricato la vicenda ad operazione difficile ma necessaria, e punto.

Ora, le trattative per una nuova location erano già in fase avanzata, ma si stava tergiversando un po’ troppo. E’ chiaro che Giordani ha voluto lanciare un messaggio ben chiaro, anzi più d’uno: far vedere chi è il sindaco, cioè chi comanda in maggioranza (cosa spesso non scontata); rassicurare la parte moderata e centrista, un po’ troppo trascurata; e dare una bella bacchettata sulle dita a Coalizione Civica, che bloccava il negoziato di cui sopra.

E c’è un altro aspetto, più politico e non solo padovano. Lorenzoni, di fronte al sit-in organizzato sotto il Comune dagli occupanti sgomberati, ha dovuto scendere le scale di Palazzo Moroni mostrando così plasticamente al mondo che la sua candidatura a presidente della Regione Veneto è civica, sì, ma farcita di sinistra più o meno radicale, centri sociali inclusi.