Il vescovo Cipolla: «Preti pedofili a Padova? Don Marino vada in Procura»

Il vescovo patavino: «Le sue dichiarazioni, oltre ad altamente lesive della reputazione della Chiesa, distraggono l’attenzione dai fatti che lo riguardano»

Nei giorni scorso don Marino Ruggero, parroco di San Lorenzo (Padova) ha dato le sue dimissioni con un annuncio su Facebook che lasciava le motivazioni avvolte nel mistero. Qualche giorno dopo ci ha pensato il vescovo Claudio Cipolla a fugare ogni dubbio con una nota dove annunciava l’avvio del processo canonico per «comportamenti non consoni allo stato clericale».

Successivamente sulla stampa locale sono state pubblicate alcune dichiarazioni di don Marino che affermava di essere a conoscenza di episodi di pedofilia all’interno della Diocesi di Padova. Il vescovo Cipolla l’ha quindi invitato a dargli conto delle accuse da lui mosse a mezzo stampa, per verificarne l’attendibilità e per valutare successive azioni. Inoltre ha richiamato il presbitero alle responsabilità che si è assunto con le sue dichiarazioni e all’opportunità di rivolgersi alla Procura della Repubblica se effettivamente è in possesso di prove.

Il vescovo ritiene inoltre che le generiche e pubbliche dichiarazioni di don Marino Ruggero, oltre a essere altamente lesive della reputazione della Chiesa di Padova, distraggono l’attenzione dai fatti che lo riguardano e li amplificano. Infine, auspica che la discussione del procedimento canonico che riguarda don Ruggero torni nell’unico luogo deputato: il tribunale ecclesiastico diocesano sul cui lavoro il vescovo ripone piena fiducia.

(ph: Facebook Diocesi di Padova)