Pfas, M5S: «Basta recite, è emergenza». Bottacin: «Vergognosi»

Botta e risposta tra i consiglieri regionali pentastellati e l’assessore all’Ambiente dopo le parole dei medici dell’Isde che ieri hanno parlano di «disastro sanitario»

«Una delle più gravi emergenze ambientali mai affrontate, che richiede studi epidemiologici e una mappa dei pozzi. Caro Presidente Zaia, si parla di Veneto e di Pfas. E non siamo noi del Movimento 5 Stelle a dirlo, ma l’Associazione Italiana dei Medici per l’Ambiente». Così i Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti, Erika Baldin, Manuel Brusco e Simone Scarabel che aggiungono: «Adesso basta con la recita del “tutto sotto controllo”, perché qui si sta giocando con la vita dei cittadini. La denuncia dei medici dice cose di cui un’amministrazione seria dovrebbe vergognarsi, ma sono ben note e noi stessi le denunciamo da tempo. Per coloro che non autodenunciano il possesso di pozzi privati, la Regione non prevede alcuna sanzione, le analisi vengono eseguite a spese del proprietario e in caso di sforamento dei limiti regionali non vengono chiusi. Le analisi degli alimenti della Regione Veneto sono state pubblicate senza indicare il punto in cui sono stati eseguiti i prelievi. Ma a sentire Zaia è stato fatto perfino più di quanto previsto dalle normative. Peccato che la scienza certifichi tutt’altro, evidenziando che al piano regionale di controllo partecipa solo il 60% dei 70.000 invitati ed esclude i soggetti sotto i 10 e sopra i 65 anni, donne in gravidanza e neonati. Servono studi epidemiologici seri. Diciamo anche questo da tempo, ma si sa, siamo quelli del No: siamo quelli del No a un Veneto nel quale si rischia di avvelenare i cittadini nel nome del profitto fuori controllo e del No a una politica che finge di non vedere».

A stretto giro arriva la risposta dell’assessore all’Ambiente del Veneto, Gianpaolo Bottacin (in foto): «Dichiarazioni fatte senza vergogna. O i Consiglieri regionali pentastellati contano talmente poco da non riuscire a convincere il loro Ministro Costa a mettere limiti nazionali a queste sostanze, oppure in realtà i grillini stanno ignorando il problema. Costoro fanno riferimento agli allarmi lanciati ieri da Roma da parte di un’organizzazione di “medici per l’ambiente”, ai quali peraltro già ieri i nostri tecnici hanno risposto punto su punto, per sostenere, tra l’altro, che bisogna mettere una sanzione a chi non si autodenuncia per avere un pozzo. Facciano qualcosa di più concreto. Prendano per esempio atto che proprio l’Isde ha confermato che i Pfas non esistono solo in Veneto, ma in gran parte d’Italia e costringano il loro Ministro italiano dell’ambiente a introdurre finalmente limiti nazionali, dopo 18 mesi che lo promette ma non lo fa, a differenza della Regione Veneto, che i limiti li ha messi e, per averlo fatto, si è esposta a 43 ricorsi. A proposito di sanzioni viene in mente quella che si può considerare una battuta, ma che tanto battuta non è. Viene in mente che nemmeno il loro ex Ministro Toninelli era arrivato a tanto quando si disse di multare chi non si autodenunciava per eccesso di velocità. Magari lasciò perdere dopo aver saputo che il suo rappresentante in Consiglio regionale Scarabel aveva scritto una lettera su carta intestata del partito per tentare di giustificarsi dopo aver preso una multa per eccesso di velocità. Tanto – conclude Bottacin – per segnalare il livello di attendibilità di certi esponenti partitici».