Bibbiano e non solo, l’ex poliziotta: «Da vittima: non adottate figli in Italia! Rapiti dallo Stato»

L’ex agente, nonché ex naufraga dell’Isola dei Famosi, racconta la sua esperienza sul delicato tema

«Adottare un bambino in Italia? No, grazie… non lo farei mai». Così Viviana Bazzani, ex agente di polizia poi passata all’esperienza dell’Isola dei famosi.

«Non sono stati i fatti di cronaca degli ultimi mesi a convincermi della pericolosità “affettiva” nel voler adottare un bambino e, la sua storia ma, una realtà storica e corrotta del nostro paese sempre esistita. Partendo dal dopoguerra, dove le molte ragazze madri, sedotte e abbandonate, venivano ingannevolmente convinte a dare in adozione il proprio figlio per donargli una vita felice e serena… senza soffermarsi sulla sofferenza di queste giovani donne per l’ennesima volta tradite e abbandonate, questa volta , dallo Stato – spiega l’ex funzionaria pubblica – Dopo ci sono stati i famosi anni 60 e 70 dove, alcuni assistenti sociali, prelevano i bambini più piccoli di famiglie in difficoltà economiche per assegnarli ai Befrotrofi (luogo dove i bambini sono “orfani” di un solo genitore) per poi darli inpegabilmete in adozione a seguito di relazioni piene di bugie e forzature».

«Possiamo fermamente dire… la storia continua! – prosegue  – Chi ha il coraggio, oggi, di puntare il dito su quel sistema di “alcuni ” servizi sociali sono io, Viviana Bazzani, una donna che ha vissuto sulla propria pelle l’allontanamento dai propri genitori e dai fratelli e sorelle per problemi di povertà. La cosa strana era quello di non riuscire a comprendere , una volta cresciuta, come mai gli assistenti sociali avevano avuto questa amorevole attenzione nei confronti di una bimba di due anni e non dei miei fratelli di 5- 7 – 10 anni. Se il problema era, come letto nelle relazioni di quarant’anni fa che, la mia famiglia bioligica non era in grado di sfamare e curare la sottoscritta… perché la stessa motivazione non venne fatta presente anche per i miei fratelli? Semplicemente perché, negli anni 60, i bambini da 0 – fino al compimento dei 5 anni lo Stato Italiano provvedeva ad elargire forti somme mensili negli istituti».

E non finisce qui: «Poi dai 5 anni in su, le pratiche di adozione subivano una strana accelerata tra raggiri, false dichiarazioni e firme falsificate delle povere madri biologiche che si trovavano all’improvviso derubate del bene più prezioso e dove le proprie grida di aiuto non venivano mai ascoltate. Erano anche quelli anni difficili, dove i nuovi cambiamenti politici, distoglievano i pochi Mass Media da questa realtà occulta. Ed eccoci arrivare ad oggi, per dover ascoltare nuovi casi che, sinceramente, non mi hanno sconvolto perché la storia ha sempre la stessa trama e lo stesso fine…..soldi, soldi, soldi, travestito da falso buonismo assistenziale . Oggi mi sento in dovere, da ex bimba che ha subito nel 1965 il proprio “rapimento dallo Stato Italiano“, di consigliare a quelle coppie che hanno il desiderio di adozione d’accertarsi in primis sulla vera storia del bambino e non di soffermarsi sui racconti, a volte poco chiari, di “alcuni” assistenti sociali».

«Ritengo, umanamente giusto , là dove la famiglia è in forti difficoltà economiche che lo stato, elargirsca quella somma mensile non alle case famiglia per il mantenimento del bambino ma direttamente alla sua VERA famiglia.
Infine, agli assistenti sociali l’invito di analizzare con il cuore e la menta ogni caso senza dare spazio ad antipatie epidermiche e interessi sospetti oltre alla forza di denunciare quei colleghi che, per più di quarant’anni, si sono resi colpevoli di furto di bambini su territorio Italiano – conclude – Allo Stato Italiano il solo compito di chiedere scusa per non aver attentamente vigilato».