«Veneto camera a gas, 84mila morti l’anno». Zaia denunciato alla Commissione Europea

L’iniziativa è partita da Zanoni, consigliere regionale del Pd: «Treviso è più inquinata di Pechino»

Treviso più inquinata di Pechino, il Veneto è una camera a gas e in tutti i capoluoghi, tranne Belluno, gli sforamenti dei livelli di Pm 10 sono praticamente quotidiani. La Giunta Zaia però non fa niente e si appella al meteo, sperando che piova. Così ieri, come già lo scorso anno, ho denunciato la Regione alla Commissione Europea per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria e la relativa emergenza sanitaria. Questo menefreghismo deve finire!“.

A darne notizia è il vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini, Andrea Zanoni, che ieri ha inviato la lettera a Bruxelles, in cui evidenzia le lacune della legislazione regionale e la situazione di totale violazione della Direttiva Ue sull’aria.

Non possiamo sperare che piova 365 giorni l’anno per poter finalmente respirare! Il Piano dell’aria regionale è assolutamente insufficiente: le singole amministrazioni sono abbandonate a se stesse, manca una regia unica e così assistiamo a provvedimenti dei sindaci che sono scoordinati o addirittura in contrasto fra loro. Servirebbero invece misure regionali, perché l’inquinamento atmosferico non conosce confini amministrativi. La situazione nei primi 17 giorni del 2020 si conferma gravissima – afferma ancora Zanoni – martedì 7 le centraline Arpav hanno registrato a Treviso valori record di Pm10 fino a 445 microgrammi, grazie anche all’accensione dei roghi per l’Epifania, con Zaia in prima fila; dal primo dell’anno nei principali capoluoghi registriamo da inizio anno sforamenti continui del limite dei 50 ug/mc fissati per legge.”.

“A fronte di una vera e propria emergenza sanitaria la Regione dovrebbe prendere misure serie – sottolinea Zanoni – Aiutare i cittadini più penalizzati dal blocco auto, fornendo degli incentivi adeguati e non le solite briciole, per rottamare le vecchie auto inquinanti e le stufe a legna; dare degli incentivi per l’acquisto dei filtri per le stufe a legna e pellet; prevedere il blocco auto con una regia regionale incentivando e potenziando il trasporto pubblico acquistando mezzi non inquinanti. E, ancora, togliere qualsiasi deroga all’accensione di fuochi all’aperto, prevedere per i roghi dell’Epifania limitazioni ferree come quelle adottate dal Comune di Treviso negli scorsi anni e ora eliminate dalla Lega, oppure bloccarli del tutto in caso di situazione di illegalità. Ma è la stessa Lega, con il governatore in prima persona, ad accendere roghi come quello di Arcade alto 10 metri dove sono state bruciate 800 tonnellate di materiale con una immane emissione di Pm10.”

Zanoni accusa “la superficialità da parte della Regione, visto che l’Italia nel maggio 2018 è stata deferita alla Corte di Giustizia europea per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria, dopo aver già ricevuto una condanna nel 2012. Questa volta, in quanto recidivi, c’è il rischio di essere multati, per un importo di oltre un miliardo di euro. Oltre alla questione economica c’è quella sanitaria, non meno preoccupante: nel nostro Paese, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, nel 2018 ci sono state 84.400 morti premature a causa dello smog che sappiamo essere concentrate in Pianura Padana. Di fronte a simili numeri servirebbe una presa di coscienza seria e provvedimenti conseguenti. Invece si preferisce far finta di niente, continuare ad accendere i Panevin, additando come ‘nemico delle tradizioni venete’ chi denuncia una situazione fuori controllo. E ci si ritrova a sperare che piova come unica soluzione”.