«Mentre Rucco lavora, Berlato mercanteggia nell’ombra»

Baggio, capogruppo di Idea Vicenza – Rucco Sindaco, lancia dure accuse al leader di Fratelli d’Italia: «Consiglieri racimolati per ambizioni personali»

“Mentre il sindaco e la giunta si concentrano sull’attività amministrativa e sull’agenda di governo lavorando senza sosta per centrare gli obiettivi di mandato e ottenere i risultati attesi dalla città, i professionisti della politica mercanteggiano nell’ombra.”

Così in una nota Gioia Baggio, capogruppo di Idea Vicenza – Rucco Sindaco, la lista che da inizio mandato ha perso ben tre consiglieri Andrea Berengo, Nicolò Naclerio e da pochi giorni Patrizia Barbieri, tutti emigrati in Fratelli d’Italia. Manca solo l’ufficialità del passaggio, visto che essendo assessore non fa parte di nessun gruppo in consiglio comunale, anche per Silvio Giovine.

“Questi personaggi sino ad aggi hanno operato con l’unico fine di creare dissidi interni alla maggioranza, per racimolare consiglieri, pescando tra quelli che non concepiscono il loro mandato come servizio alla comunità bensì come strumento per soddisfare le proprie ambizioni personali – scrive Baggio – Siamo sdegnati da questo modo di intendere la politica come logica di potere, anziché come servizio alla comunità. Un atteggiamento reso ancor più grave dalla malafede di chi, come Sergio Berlato, costruisce a tavolino un gruppo consiliare sulla base di un consenso politico inesistente. Ricordo infatti alle elezioni comunali il suo partito ha raccolto appena l’1,7% dei voti, fallendo l’obiettivo di fa entrare propri rappresentanti in Consiglio comunale. Oggi, grazie a squallide manovre di palazzo, se ne ritrova ben cinque, per eleggere i quali gli sarebbero serviti almeno il 10-12%.”

“Dietro questi cambi di casacca, subdolamente orchestrati da Sergio Berlato a dispetto dell’impegno di Fratelli d’Italia a sostegno del vincolo di mandato, si nascondono in realtà solo scelte personali ipocritamente motivate dall’adesione a un progetto politico e amministrativo di cui non si vedono gli effetti, basti pensare all’imbarazzante incapacità dell’ex assessore Dotto, a suo tempo imposta da Sergio Berlato, di gestire la questione del Bocciodromo – dettaglia la capogruppo – Cambiare partito, in qualche caso anche due volte in sei mesi, solo per il risentimento di non aver ottenuto un incarico di governo mette davvero tristezza e offende la volontà espressa dai cittadini al momento del voto”. E conclude “Da domani il tempo di questi giochetti è finito: o ci si concentra esclusivamente sul lavoro da fare oppure qualcuno si troverà a spiegare direttamente ai cittadini il proprio comportamento subdolo e distruttivo.”