Young Signorino l’incompreso contro i nuovi trapper ultra-nichilisti

Mentre le nuove leve si danno al nonsense, lui canta il potere salvifico dell’arte. Come un educatore

La prima notizia è che Young Signorino torna sulla scena tricolore con “L’epd’Amore”, 5 tracce di trap d’avanguardia. La seconda notizia è che lo fa per indicare una via “positiva” alle nuove leve ormai arenatesi in un nichilismo senza possibilità d’uscita.

Facciamo un passo indietro. Al suo esordio, Young Signorino è stato frainteso: le sue nenie infantili, le basi ripetitive fino all’ipnotismo, i deliri nonsense erano nel contempo una decostruzione ironicamente feroce degli stereotipi trap (droga, soldi, successo, visualizzazioni) e una dichiarazione d’amore per la creazione artistica. Deriso dalla gran maggioranza del pubblico, il suo debutto discografico ha influenzato una schiera di nuovi trapper, che hanno colto nel suo modo di comporre barre e portare al collasso le metafore un universo lirico capace di rappresentare l’angoscia di una scena profondamente mutata.

Sì, perché se negli anni ruggenti della trap made in Italy artisti come Sfera, Ghali, Dark Polo Gang, Capo Plaza, ecc potevano partire dal nulla e rapidamente conquistare l’agognata ricchezza, quelli arrivati dopo il 2017 si sono accorti che le porte del successo sono sprangate. Le major discografiche hanno i loro big, le aziende hanno già firmato contratti da centinaia di migliaia di euro con loro, YouTube e Spotify pagano somme irrisorie.

Ovunque ci si giri, i soldi che prima sembravano a portata di mano sono scomparsi. Così sulla scena sono comparsi loro, la pietra dello scandalo: gli Fsk Satellite, una crew di 3 trapper e un producer provenienti dal profondo nulla della provincia di Potenza. Gli Fsk devono molto a Young Signorino, eppure ne sono per certi versi l’antitesi: la loro emotrap è disperatamente cupa, tossica, immersa in un universo fatto di droghe pesanti, armi, solitudine.

In loro la gioia dell’ascesa sociale tipica della prima trap è scomparsa: rimane un esasperato ricorso all’abuso di cocaina, eroina, crack. In particolare l’esaltazione dell’eroina ha fatto suonare un campanello d’allarme nel resto della scena: una canzone come “Fragola eroina” viola un tabù non scritto per cui i trapper italici cantavano sì di droghe, ma per uso ludico-creativo e nella maggior parte dei casi si parlava di droghe leggere (con qualche scivolone nell MD e nella codeina). L’esaltazione dell’eroina, droga da poveri (oggi un grammo costa dai 3 agli 8 euro, a seconda della zona) alla deriva, le stories su Instagram in cui gli Fsk pippano senza sosta accompagnando la sniffata allo xanax, lascia intendere che la crew non veda alcun futuro davanti a sé, né lo voglia.

Di fronte a questa deriva delle nuove leve, Young Signorino sforna un singolo come “Burrocacao rosa” accompagnandolo con un video (assolutamente da vedere) che si apre con una citazione dell’intellettuale anticapitalista Mark Fisher e procede con una carrellata in cui il cantante si immerge fino a fondersi con le opere del Rinascimento. Un piccolo gioiello d’arte visuale accompagnato da un testo in cui il trapper di Cesena dispiega la sua visione dell’arte come possibilità di dare forma al disagio e quindi di dare un senso all’esistenza.

Un atto di fede nell’individuo e nella sua capacità di creare forme che vuole richiamare all’ordine una nuova generazione di trapper ormai lanciatisi in un nichilismo consapevolmente senza sbocco. Per quanto possa sembrare paradossale, da oggi Young Signorino rivendica il titolo di educatore.

(Ph. Facebook – Young Signorino)