Vicenza e Padova, destini opposti: quando perdere un derby può far bene

Nessuna rivincita va a segno nella prima di Ritorno: Hellas, Cittadella e Venezia si fermano al pareggio. La Virtus Verona sfiora la vittoria a Cesena

Tre novembre 2019, tredicesima giornata del campionato di Serie C. Dall’incrocio sul dissestato campo dello Stadio Menti fra Vicenza e Padova vien fuori un risultato che sembra indirizzare il futuro delle due squadre verso prospettive diverse. La vittoria infatti va ai biancoscudati che si riprendono, dopo una sola giornata, il 1° posto che i cugini hanno appena loro usurpato e sembrano ribadire che la promozione diretta è cosa loro. Da parte sua il Vicenza incassa la prima sconfitta in casa, una sconfitta che dà particolarmente fastidio perché arriva nel derby e smorza le velleità di diventare stabilmente primattore. Sembra concretizzarsi in conseguenza un’altra prospettiva per i ragazzi di Mimmo Di Carlo, quella di un campionato in cui ci si dovrà bensì sudare la promozione.

La curiosità, la anomalia sta invece nel fatto che succede tutto il contrario nei due mesi che seguono: il Padova naufraga e il Vicenza diventa il dominus del girone. Il primo segnale di questa imprevedibile «inversione termica» si avverte già tre giorni dopo la celebrazione del derby, perché, stavolta all’Euganeo, i biancorossi stracciano i patavini rifilando loro ben quattro gol. Coppa Italia, si è detto a caldo, quindi valore relativo. Invece è il primo step di un percorso in decrescendo che il Padova radicalizza nelle giornate successive e invece di crescita costante e senza incertezze per il Vicenza.

Domenica, nella prima delle gare del tris settimanale, le due storiche rivali hanno affrontato un’altra giornata-cardine. La squadra di Di Carlo ospitando la seconda in classifica, un Carpi temuto molto più del necessario alla resa dei conti, visto il pressoché zero che gli emiliani anno fatto vedere al Menti. Sasà Sullo ci ha invece rimesso la panchina perché i suoi hanno beccato la terza sconfitta consecutiva, battuti per 1-0 dal Modena all’Euganeo ma, soprattutto, giocando in modo comatoso. A -13 dalla vetta il Padova non può che dismettere i sogni di gloria. Il Vicenza, se riesce a mantenere concentrazione e abnegazione fino alla fine, non teme rivali per l’approdo in Serie B già il 26 aprile.

L’Hellas si conferma squadra tosta anche nella trasferta a Bologna da cui esce con un 1-1 che ripete il risultato dell’andata. Per dare colore al match è stato presentato come una sorta di derby serbo-croato, dalle nazionalità dei due allenatori Sinisa Mihajlović, di Vukovar, e Ivan Juric, di Spalato. Non so, ma non credo, che il paese d’origine abbia qualcosa a che fare con il tratto che accumuna i due tecnici, la grinta sia personale che delle loro squadre. Oltre al punto, due cose da ricordare di questo match in casa veronese: il gol del nuovo arrivato e debuttante Fabio Borini, ex-Milan, e l’uscita anticipata del gioiellino Marash Kumbulla per un’improvvisa cecità ad un occhio.

L’altra squadra atesina, il Chievo, comincia bene il Ritorno perché, dopo ben 40 giorni dall’ultima vittoria, batte il Perugia, in cui debutta in panchina Serse Cosmi. Se andiamo a leggere il tabellino scopriamo che il 2-0 veronese matura fra il 90’ e il 5’ di recupero, come dire: è andata bene. L’uomo della partita è il 22enne attaccante colombiano Damir Ceter Valencia, in prestito dal Cagliari e nelle tre partite precedenti nemmeno convocato. Il suo primo gol in gialloblu sblocca il risultato ed è sempre lui a procurarsi il rigore insaccato poco dopo da Meggiorini.

Il Cittadella non riesce a vendicare il 3-0 incassato al Tombolato dallo Spezia nella 1a di campionato. La squadra allenata da Venturato si porta comunque a casa un punto grazie al rigore messo a segno da capitan Iori e procurato da Diaw. Il terzo risultato utile consecutivo tiene in alto il Citta (5° posto) ma alle porte c’è un’altra vendetta da consumare, il 4-1 di Benevento. Mica facile contro la capolista.

A proposito di rivincite, anche il Venezia avrebbe voluto rifarsi del 2-1 subìto al Penzo dalla Cremonese ma gli è venuto fuori solo uno 0-0 che, per carità, muove la classifica (come si dice per consolarsi) ma non è certo lo specchio dell’atteso cambio di marcia. Il calciomercato ha portato per ora solo due rinforzi, l’attaccante Gaetano Monachello (scambio con il Pordenone, dov’è finito Boccalon), che ha esordito nell’occasione, e il difensore Cristian Molinaro, svincolato e rimasto in panca.

In Serie C la Virtus Verona, in trasferta a Cesena, va molto vicino a una clamorosa vendetta (0-2 all’andata) ma a rischio di un collasso nervoso. Un primo pareggio (2-2) arriva a soli 9’ dalla fine e, all’88’, Simone Bentivoglio firma il 2-3. Da ricordare che l’ex-Siena era al debutto. Ma non è finita perché al 1’ del recupero finale si va sul 3-3: Butić insacca il secondo calcio di rigore della partita, e, nel finale ancora Bentivoglio va vicino al 4-3.

I (pochissimi) tifosi dell’Arzichiampo cominciano a chiedersi se la loro squadra del cuore stia tentando di battere un record: quello della squadra che non ha mai vinto in casa e ha invece un rendimento da zona play off in trasferta. Il quarto successo fuori casa i giallocelesti lo incamerano a Gubbio, concorrente alla promozione, grazie a un gol firmato da un quasi oggetto sconosciuto, l’attaccante 21enne Kayro Flores Heatley, romano ma con doppio passaporto Gran Bretagna-Nicaragua, che fino a quel punto aveva passato la maggior parte del campionato in panchina o in tribuna. Che Colombo abbia trovato il goleador che manca?

(Ph. Facebook – LR Vicenza)