«Fa la tr**a, l’ho ammazzata»: Junior Cally nella bufera a Sanremo

In molti ne chiedono l’espulsione, anche Boldrini e il presidente della Rai Foa. Lui risponde: «O si accetta l’arte del rap e si ride delle polemiche oppure si faccia un festival fatto di ipocrisia e buonismo»

Il Festival di Sanremo non è ancora cominciato ma le polemiche si sprecano. Dopo quella che ha colpito il conduttore Amadeus che ha detto di aver scelto Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, per «la bellezza ma anche per la capacità di stare accanto ad un grande uomo, stando un passo indietro», è il turno di concorrente. Stiamo parlando del rapper Junior Cally, che è salito sul banco degli imputati per i testi di alcune sue canzoni passate giudicate da molti violente e sessiste.  Tra i testi sotto accusa in particolare si parla molto di “Strega”, brano del 2017, dove si sentono frasi come «Si chiama Gioia perché fa la tr..a. Questa non sa cosa dice, porca tr..a quanto c…o chiacchiera. L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la maschera».

Nei giorni scorsiè partita una lettera di 29 deputate capeggiate da Laura Boldrini alla Commissione di Vigilanza, e domenica si sono accodati Lega, M5s, Forza Italia e Udc. Per tutta risposta Junior Cally e il suo staff hanno dichiarato: «Due sono le cose: o si accetta l’arte del rap, e probabilmente l’arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano».

Ma ora interviene anche Marcello Foa, presidente della Rai che chiede l’esclusione del rapper e in una nota scrive: «Esprimo forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata. Il Festival, tanto più in occasione del suo 70.esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani. Chiedo al direttore artistico di riportare il festival nella sua giusta dimensione».

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