Processo Miteni-Pfas: responsabilità civile per Mitsubishi

Oggi durante l’udienza preliminare del cosiddetto processo Miteni il Gup di Vicenza Roberto Venditti ha ammesso le richieste di chiamata in causa per la responsabilità civile a carico delle multinazionali Icig e Mitsubishi nonché del fallimento Miteni. In caso di condanna la multinazionale potrebbe dunque essere chiamata a risarcire i danni. Lo rende noto l’associazione “PfasColmi” in un comunicato. «Soprattutto la chiamata in causa della Mitsubishi è a nostro modo di vedere un fatto eclatante» sostiene l’associazione.

Sono inoltre state ammesse come parti civili quasi tutte le richieste delle associazioni, enti pubblici e privati. «L’ammissione della nostra richiesta di costituzione di parte civile è un primo risultato per noi senza dubbio positivo, frutto anche del lavoro del nostro avvocato Edoardo Bortolotto del foro di Vicenza, al quale va chiaramente il nostro ringraziamento – spiega l’associazione -. Si trattava infatti di un esito niente affatto scontato. Al di là del valore di quanto accaduto oggi – conclude la nota -rimarremo comunque vigili sapendo bene che questo processo, per ovvie ragioni, sarà lungo e complesso».

«Viene per ora premiata la forte volontà e determinazione della Regione in questa partita, cui abbiamo sempre imposto quelle che potrei definire un generale “limite zero” – ha commentato in una nota il presidente della Regione Luca Zaia – limite zero nelle acque potabili, con tutti ricorsi che ne sono conseguiti proprio perché abbiamo voluto essere intransigenti, ma ora la gente beve acqua pulita ed è protetta anche da nuovi eventuali inquinanti; tolleranza zero, perché fin dal 2013 abbiamo voluto andare fino in fondo con la magistratura per far pagare a chi ha avvelenato il giusto risarcimento alle popolazioni; zero Pfas nel sangue col più grosso screening sanitario mai effettuato nel nostro Paese».

«Viva soddisfazione per l’accoglimento della propria domanda di ammissione come “parte civile”nel processo  esprimone invece in una nota i sindacati Cgil e Filctem, aggiungendo – la volontà di essere presenti, in quanto parte lesa ed a nome della popolazione e dei lavoratori danneggiati, affinché il processo proceda, faccia piena luce sui fatti accaduti ed accerti le responsabilità degli imputati; la richiesta che le indagini in corso sugli altri filoni d’inchiesta procedano rapidamente e giungano a conclusione; un sincero ringraziamento all’avvocato Lucia Rupolo, difensore di fiducia della CGIL e FILCTEM di Vicenza».

I sindacati però nella stessa nota avanzano anche delle richieste: «che la Regione intervenga al più presto circa la bonifica del sito Miteni, che continua ad avvelenare la falda; che la Regione estenda alle zone “arancio” le stesse misure previste per le “zone rosse”, cioè doppio filtraggio delle acque, fornitura di acqua pulita da fonti alternative e sorveglianza sanitaria della popolazione; che la Regione provveda ad ulteriori studi circa la salute dei lavoratori ex Miteni, che avendo avuto la maggior esposizione ai PFAS e quindi hanno valori di PFAS nel siero mai riscontrati finora al mondo, hanno il rischio maggiore di contrarre le patologie che gli studi finora effettuati associano alla presenza di queste sostanze; che il Governo fissi i limiti nazionali di presenza di queste sostanze nell’acqua».

«Soddisfatti del lavoro dei nostri avvocati che conferma la verità sulla dimensione del disastro. Daremo battaglia nel nome del popolo inquinato» è il commento di Legambiente Veneto e Legambiente Perla blu di Cologna Veneta.