Libero fumo in libero Stato. Alla faccia del kompagno Sala

A Milano il sindaco Pd pensa di vietare sigarette, pipe e sigari all’aperto contro l’inquinamento. Un bel modo per non risolvere niente

Pare dunque che prossimamente il kompagno Beppe Sala, sindaco Pd di Milano, proibirà il fumo all’aperto per migliorare la qualità dell’aria. Attenti: non canne e “stupefacenti” vari, si intende il fumo “normale”, sigarette, sigari, pipa e tutti quei doni della natura che portano il nome di Jean Nicot.

Cioè: le cose stanno così. L’Italia, e la Pianura Padana in particolare, sono diventate una camera a gas per effetto di: fabbriche assassine che scaricano impunemente nell’aria da decenni; impianti di riscaldamento preistorici che nessuno si preoccupa davvero di ammodernare (sì, ci sono gli incentivi, che fanno ridere); milioni di mezzi di trasporto (compresi i mezzi pubblici!) che vomitano veleni grazie a test sugli scarichi truccati da case automobilistiche criminali e governi complici; e ringraziando il motore diesel, che dovrebbe essere stato proibito da decenni. Eccetera.

E tuttavia, cari miei, sono le vostre sigarette (e i miei Toscani, con la t maiuscola), sono quelle e questi che inquinano: siete, siamo, colpevoli. Dall’ukaze di Sal  sembra però che verranno esclusi i forni a legna delle pizzerie, probabilmente per scongiurare jacqueries e, appunto, assalti ai forni. Non oso pensare se in esso verranno inseriti i forni crematori: dovremo seppellire il caro estinto in giardino? O esporremo i cadaveri all’aperto perché vengano divorati dagli avvoltoi, come si faceva un tempo in Tibet? Lo scopriremo fumando.

Intanto possiamo consolarci col nuovo, stupidissimo mito dell’auto elettrica, sulla quale l’ambientalismo gretinista pare non porsi problemi. Non si interroga sulle devastazioni ambientali prodotte dalle miniere da cui si estraggono i minerali necessari alle batterie; non si interroga su quando e come verranno smaltite le suddette batterie e i motori elettrici (qualcuno deve aver pensato che “elettrico” sia sinonimo di “eterno”); non si interroga sulla mostruosa “macchina” che è stata messa in moto per addestrare i nuovi tecnici, e che produce CO2 e consuma energia (informatevi su cosa sta succedendo nelle concessionarie). Soprattutto, evidentemente, questo “ambientalismo” ritiene che l’elettricità provenga dalle stelle, e non sia invece ancora in gran parte prodotta da combustibili fossili o, peggio ancora, nucleari; per cui dovrebbe essere evidente a tutti (ma non a Greta) che l’auto elettrica avrà un qualche senso solo quando l’elettricità verrà prodotta unicamente da fonti ecosostenibili (eolico, geotermico, marino ecc.).

Ma Greta non lo sa, e neanche Pippo, e neanche Sala. E voi, tossici di m…, sì proprio voi: chissà che vi venga il cancro ai polmoni, così imparate. Poscritto: se una roba del genere venisse adottata anche in Veneto, per esempio nella mia Vicenza, giuro che dalla mattina dopo ogni giorno brucerò all’aperto una scatola di Toscani, in sacrificio al Dio della stupidità.

(Ph. Walldesk.com)