Nancy Brilli in Veneto, lo sfogo: «In scena senza paga, che vergogna»

L’attrice: «Mi fa inferocire vedere un tecnico, un attore, un padre o una madre di famiglia costretti a umiliarsi ripetutamente per chiedere quanto si è guadagnato, lavorando seriamente e con fatica»

Nancy Brilli in questi giorni è stata in scena nei palcoscenici veneti con “A che servono gli uomini”, regia di Lina Wertmüller: prima ad Abano Terme, poi a Vicenza, Jesolo e Lendinara. Ma non sono tutte rose e fiori. Su Leggo, infatti, l’attrice si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

«Essere forti e decisive e sostenere tutti i propri ruoli, essere all’altezza della carriera, della responsabilità degli altri, avere le spalle larghe tanto quanto basta per tenere in piedi una ventina di persone, tenere su il morale, mandare avanti uno spettacolo. Questo sto facendo, in questi giorni – confessa Brilli -. Vorrei che per magia tutte le cose andassero per il verso giusto, ma così non è. Capita anche ai lavoratori dello spettacolo di non venir pagati o di non esserlo in tempo. Mi dispiace e mi fa inferocire vedere un tecnico, un attore, un padre o una madre di famiglia costretti a umiliarsi ripetutamente per chiedere quanto si è guadagnato, lavorando seriamente e con fatica. Stiamo andando in scena senza paga. Dovevo dirvelo. Che vergogna».

(ph: shutterstock)

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