Via Almirante a Verona, scontro interno: Pd contro maggioranza

I consiglieri dem scrivono al Prefetto: «Non conceda l’autorizzazione». Il presidente del consiglio comunale Maschio: «Almirante un patriota, non c’è motivo di annullare la decisione»

La vicenda della via che dovrebbe essere intitolata a Giorgio Almirante a Verona sembra non avere fine. Dopo le parole di Liliana Segre, alla quale da poco è stata concessa la cittadinanza onoraria, e quelle di risposta della figlia di Almirante, lo scontro si sposta all’interno.

Pd scrive al Prefetto: «Autorizzazione non sia concessa»

I consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, hanno inviato una lettera al Prefetto di Verona, Donato Giovanni Cafagna, chiedendo di «non concedere l’autorizzazione per l’istituzione del toponimo». «Ci domandiamo e Le domandiamo con quale logica una persona che ha fatto propria la causa fascista vengano ora riconosciuti meriti da parte di una città come Verona, che ha combattuto il regime fascista ed è Medaglia d’oro della Resistenza – si legge nella missiva -. Tutti gli aspetti della vita e delle opere di Almirante sono contrari ai valori della democrazia e della repubblica italiana. Almirante fu teorico della superiorità della razza italiana per giustificare stermini e genocidi delle “razze umane inferiori”. Partì volontario per la Campagna d’Africa per sterminare “i neri” e piantare la bandiera dell’imperialismo italiano. Dopo l’8 settembre aderì alla Repubblica di Salò di ispirazione mussolinana e hitleriana e condusse rastrellamenti e rappresaglie contro i partigiani. Nel dopoguerra si distinse per essere un fascista impenitente arrivando a lambire il terrorismo nero quando venne accusato di favoreggiamento nella strage di Peteano dalla quale uscì solo grazie ad una amnistia ad personam. Non a caso – sottolineano – la delibera che istituisce il toponimo, contrariamente al solito, non porta indicazione circa i “meriti” della persona, segno evidente che la Giunta voleva tenere il più basso profilo possibile su un atto amministrativo di valenza politica anche clientelare. Riteniamo pertanto non percorribile la strada di procedere all’intitolazione di toponimi o comunque di nomi di luoghi e strutture pubbliche ad esponenti politici portatori di idee riconducibili al disciolto partito fascista o a persone che si siano esposte con idee antisemite e razziali” concludono. “Parallelamente, agiremo in consiglio comunale per proporre il ritiro di questa delibera».

Il presidente del consiglio comunale Maschio: «Almirante un patriota»

Dopo le parole del sindaco di Verona Federico Sboarina, parla anche il presidente del consiglio comunale Ciro Maschio (FdI): «Rispetto e comprendo ogni opinione, ma mi spiace si voglia creare contrapposizione tra cose che sono su piani e tempi diversi. Auspico possa esserci una riflessione e un dialogo che porti ad una soluzione condivisa. Almirante è stato un patriota, un politico onesto e, citando l’allora Presidente della Repubblica Napolitano ”è stato espressione di una generazione di leader che hanno saputo confrontarsi mantenendo un reciproco rispetto a dimostrazione di un superiore senso della Stato. Almirante fece i conti con il passato – al pari di Scalfari, Bocca, Dario Fo e tanti altri – condannando fermamente il razzismo e l’antisemitismo ed ebbe il merito di condurre e mantenere un’intera area politica nell’alveo dei valori democratici. Ricordo che Via Almirante esiste già in tantissime città italiane e sarebbe ingiusto negarla a Verona. Per questo non vedo motivo di annullare decisioni prese da un consiglio comunale democraticamente eletto».