Via Almirante a Verona, la figlia: «Da Segre polemiche inaudite»

Giuliana De Medici: «Non ci sono ombre sul passato di mio padre, suo valore riconosciuto da tutti. Chiarì la sua posizione sulla razza e aiutò una famiglia ebrea a nascondersi»

Sulla polemica scoppiata ieri tra la senatrice a vita Liliana Segre e il comune di Verona con il sindaco Federico Sboarina si inserisce la figlia di Giorgio Almirante Giuliana De Medici: «Ingenuamente ogni volta continuo a meravigliarmi di queste situazioni che si creano. Eppure, mi sembra ormai una cosa acquisita che Giorgio Almirante sia stato, dal dopoguerra in poi, uno dei parlamentari più attivi in Italia, il cui valore è riconosciuto da tutti. Tra l’altro, uno dei più longevi, uno che per una vita ha seduto democraticamente sugli scranni di Montecitorio, e mi sembra inaudito che si facciano sul suo conto commenti del genere di quelli che ho sentito per il caso della strada che Verona vuole intitolargli».

«Almirante è stato riconosciuto come un parlamentare di valore e che ha lavorato nel rispetto della democrazia sia dal presidente Napolitano che dall’attuale capo dello Stato Mattarella in occasione di varie ricorrenze in suo ricordo», continua de Medici ricordando a chi accusa il segretario missino di un passato macchiato dall’antisemitismo «la famosa, lunga, intervista che rilasciò a Fiamma Nirenstein, nella quale chiarì perfettamente la sua posizione nei confronti degli ebrei. Tra l’altro è una storia nota, ma forse qualcuno non la ricorda più: Almirante, sotto la Repubblica Sociale, aiutò una famiglia ebrea a nascondersi. Ospitalità che gli fu ricambiata subito dopo la guerra, quando si trovava solo e in difficoltà. Sì, forse in gioventù può aver scritto sulla rivista la Difesa della razza, ma su quella rivista troviamo le firme di tanti che poi, magari rinnegando quello che è stato, hanno fatto parte su fronti diversi del Parlamento italiano».

Insomma, secondo la figlia, «sul passato di Almirante non ci sono più ombre. Al di là di tutto, vorrei dire alla senatrice Segre, che rispetto e apprezzo, e che è sicuramente un simbolo per tutti noi, che, a distanza di tutti questi
anni, mi sembra che la nostra nazione abbia diritto di mettere la parola fine a queste diatribe, pur ricordando con estremo rispetto il popolo ebraico e quello che ha subito». L’invito di Giuliana de’ Medici è «essere un poco più obiettivi senza farci prendere dai sentimenti che ognuno di noi prova. Dobbiamo guardare alla storia con più obiettività. Ben venga la strada di Verona intitolata a mio padre, dunque, come in tantissime altre città ce ne sono di altro genere. Bisogna trovare un equilibrio rispetto a chi ha dato un contributo alla crescita della democrazia in Italia e a portare avanti il nostro Paese, sia che sia di destra sia che sia di sinistra: sono uomini e donne che hanno diritto a essere ricordati in una piazza o in una strada: è il modo per far conoscere ai giovani la nostra storia».

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)

Tags: ,