Virus Cina: la storia, ‘appena rientrata, rischi altissimi per Capodanno’

Roma, 22 gen. (Adnkronos Salute) (di Adelisa Maio) – “Sono rientrata in Italia dalla Cina da un paio di giorni e sono sollevata, perché in questa settimana che porta al Capodanno cinese il rischio di contagiarsi è davvero alto”. A raccontarlo è Ivana Mugnano, imprenditrice di origine napoletana che lavora da più di una decina d’anni nel gigante asiatico, a Shenzhen, dove con altri 3 giovani soci ha creato una società di intermediazione internazionale, oggi specializzata nella vendita del vino italiano in Cina.
“Sono tornata a Napoli domenica – racconta Ivana all’Adnkronos Salute – sono atterrata alle 7.30 del mattino a Fiumicino con un volo diretto da Shenzhen: sinceramente non c’era ancora nessun controllo in aeroporto, mi auguro che adesso siano cominciati davvero”.
In Cina ha lasciato una “città fantasma. Da venerdì scorso hanno chiuso tutte le fabbriche e le scuole, masse di centinaia e migliaia di cinesi hanno preso d’assalto stazioni e aeroporti per tornare nelle città d’origine. E sarà così per tutta la settimana: lo spostamento di persone sarà costante nonostante la preoccupazione di ammalarsi. Questa è una settimana decisiva per l’evoluzione dell’epidemia”, sottolinea, ricordando che comunque “la Cina fa i conti con quest’epidemia da più di un mese”.
“Secondo la mia percezione, i casi riportati sono sottostimati – prosegue Ivana – ma, visti i ‘numeri cinesi’, penso che sia difficile arrivare a dati precisi. Va detto che il Governo ha subito riconosciuto il pericolo della diffusione del coronavirus e si è mosso tempestivamente: i controlli in stazioni, porti e aeroporti, che negli snodi principali sono di routine dopo le scorse epidemie, sono stati intensificati, si usano gli scanner per misurare la temperatura corporea”.
E ancora, “negli ospedali, negli studi medici, nei luoghi pubblici affollati ma anche per le strade sono affissi cartelli con le indicazioni su come proteggersi dal contagio, anche ricordando di lavarsi frequentemente le mani. Per proteggersi dallo smog i cinesi vanno abitualmente in giro con le mascherine, in questo periodo ne è stata consigliata una tipologia in particolare, che, con il passaparola, è andata subito sold out”.
“In tutte le province c’è uno stato di allerta, le persone sono molto preoccupate – dice la manager – anche se, come abbiamo visto, alla fine non hanno rinunciato ai viaggi durante le vacanze per il Capodanno cinese”.
Ivana ha ‘vissuto’ in Cina anche l’epidemia di Sars, scoppiata a fine 2002: “Ero a Pechino e mi ricordo che allora le autorità hanno cercato in tutti i modi di occultare la grave situazione, nascondendo all’inizio i malati negli ospedali militari, anche per non creare il panico fra la popolazione, finché la situazione non è stata più occultabile. Questa volta ho notato un atteggiamento completamente diverso da parte del Governo, come diversa è la posizione della Cina nello scenario internazionale. Non sarebbe stato pensabile nascondere tutto ‘sotto il tappeto'”, rileva.
Dopo aver vissuto il panico generale scoppiato per questa nuova epidemia, la giovane imprenditrice si gode le ferie per il Capodanno cinese a Napoli, insieme alla famiglia di origine. Ma è in costante contatto con la Cina, per capire cosa succede. “Il 3 febbraio riapriamo i nostri uffici lì, dovrei rientrare in Cina, ma ovviamente sto aspettando di vedere come si evolverà la situazione dopo il Capodanno”.

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