Saviano: «Citofonata di Salvini è attacco a democrazia»

Poi lo scrittore lancia una proposta: «Adottiamo un leghista e mettiamolo davanti alle infinite idiozie di Salvini. Non si può credere a una figura tanto modesta e mediocre»

«La citofonata di Matteo Salvini, ridicola e quasi goliardica, è in realtà un atto violento, istiga a poterlo fare». Queste le parole di Roberto Saviano nel format “My Way” per Fanpage.it. Lo scrittore ha definito il gesto «l’ennesimo atto di propaganda, sembra una delle sue trovate, come baciare il salame o indossare una nuova felpa. Invece, è un atto senza ritorno, esattamente come quando indossava la divisa della polizia».

Poi Saviano ricorda quando Gianfranco Fini, nel 2008, fermava i migranti ai semafori chiedendo loro i documenti. «E’ la pratica della propaganda, la destra l’ha sempre usata. Salvini è solito avere questa prassi squadrista. A che titolo chiedere a una persona di entrare in casa sua? Salta tutte le procedure. Va da un presunto spacciatore. Non c’è
nessuna indagine. Poteva chiamare la polizia, avrebbe potuto sottoporre a controlli maggiori quel tipo di periferie. È un manipolatore di professione. Questo è un atto anti-democratico. Salvini non è né di destra né di sinistra: vuole imporre se stesso e per farlo ha scelto il sovranismo».

Poi Saviano lancia una provocazione: «Secondo me dovremmo adottare un leghista, ognuno di noi dovrebbe farlo, e metterlo davanti alle infinite idiozie di Salvini. Non si può credere a una figura tanto modesta e mediocre. Per far vedere che risolve lui le cose, Salvini agisce davanti alle persone. Sa che può contare sul suo alleato più fedele: la paura. Salvini non combatte le mafie e non è un nemico della ‘ndrangheta, ma è una figura ambigua sulla lotta alle mafie e agisce come tutte le figure che non hanno una vera conoscenza e posizione antimafiosa. Per dimostrare di essere contro le organizzazioni criminali fa questo tipo di sceneggiate, quando niente è stato mai fatto dalla Lega né da Salvini per davvero contro il capitalismo criminale e contro il potere del narcotraffico. E tutto è un infinito e squallido teatro di propaganda».

(ph: imagoeconomica)

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