Processo Pfas: Acqua Bene Comune ammessa tra parti civili

Il giudice ha ammesso l’associazione tra le 230 realtà che avranno diritto ad un eventuale risarcimento

L’Associazione Acqua Bene Comune Onlus è stata ammessa tra le parti civili nel processo sull’inquinamento da Pfas in Veneto, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per i reati di disastro innominato ed avvelenamento delle acque. Lo riferisce l’associazione stessa in una nota.

“Abbiamo condiviso condiviso insieme al Comitato Acqua Bene Comune Vicenza di procedere in tale direzione nella convinzione che l’acqua appartiene a tutti quelli che la usano come un elemento indispensabile alla vita. Chi la inquina compie un atto criminale e va perseguito fino in fondo – spiegano – Si tratta di un buon inizio che premia l’intensa mobilitazione promossa da comitati e associazioni in questi anni”.

In totale sono circa 230 le realtà riconosciute a pieno titolo come parti civili. Come si è scritto, il giudice ha deciso di chiamare in causa il fondo d’investimento ICIG e la multinazionale Mitsubishi per la responsabilità civile pertanto, in caso di condanna, potranno essere chiamati a risarcire i danni.

(Ph Acqua Bene Comune Facebook – Marina Albiero)