«Veneto senza tasse» vs «Pagano i più deboli»: ring fra Lista Zaia e Pd

Botta e risposta tra la zaiana Rizzotto e il dem Sinigaglia su Pedemontana, sanità, Olimpiadi, Colline Prosecco

Regionali venete 2020, non manca molto ormai alla campagna elettorale. Mentre i partiti discutono di candidati e candidature, Vvox comincia a verificare i risultati, le idee, le proposte. Oggi, da una parte parla a trevigiana Silvia Rizzotto, capogruppo in Regione della lista “Zaia Presidente”, dall’altra Claudio Sinigaglia, consigliere regionale padovano del Pd. Un botta e risposta su temi di attualità, sui punti considerati “forti” dalla maggioranza, dalla sanità agli obiettivi raggiunti “riconoscimento Unesco per le colline del Prosecco” e l’assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 Milano-Cortina.

Veneto “tax free”

Fra gli obiettivi raggiunti, la Rizzotto mette al primo posto il cosiddetto “Veneto tax free”: «Siamo l’unica regione in Italia che ha rinunciato ad applicare ai contribuenti l’addizionale regionale Irpef facoltativa e i super ticket in sanità. Una scelta che pesa per un miliardo e 219 milioni di euro l’anno sul bilancio. Ma abbiamo preferito recuperare al massimo in efficienza ed efficacia, perseguendo la buona gestione della spesa pubblica. In Veneto vogliamo che i cittadini non abbiano il timore che la Regione metta le mani nelle loro tasche e che cittadini e imprese possano investire quei soldi per far girare l’economia». Sinigaglia ha tutta un’altra idea: «Bellissima cosa, ma chiedete alle 33mila famiglie che ogni anno entrano in casa di riposo: non si è alzata l’Irpef ma non sono state aumentate nemmeno le quote sanitarie, di 50 euro al giorno dal 2010. Però la retta allora era di 1300 euro, adesso si aggira tra i 1800 e i 2000 euro perchè sono aumentati i costi dei servizi, del personale, dei pasti: i 500 euro di costi maggiorati sono a carico delle famiglie. Questi sono gli effetti collaterali di non aumentare l’Irpef, che ricadono anche sulle politiche per la famiglia, sul sociale. Altro esempio i canoni alloggi Erp: in Lombardia gli over 75 anni stanno gratuitamente nelle case popolari, da noi i pensionati rischiano di pagare di più perchè conteggiano il tfr o l’accompagnatoria per la disabilità nel canone».

Pedemontana Veneta

Altro tassello fondamentale per la capogruppo degli zaiani è il via alla Superstrada Pedemontana Veneta: «Un’opera fondamentale per la nostra regione di oggi e del domani, per imprese e lavoratori, attesa da decenni e sulla quale molti avevano già suonato le campane a morto. Questa infrastruttura, con i problemi, certo, che solo una grande opera sa trascinarsi, è invece partita e il suo impatto sulla nostra viabilità, da Vicenza a Treviso, sarà fondamentale: migliaia di mezzi tolti alle strade già trafficate, pendolari che potranno raggiungere più velocemente il posto di lavoro, meno inquinamento». Opera però che è stata contestata, per l’impatto sul territorio, per i costi, per le indagini giudiziarie: c’erano delle alternative? Rizzotto ribatte che «il progetto è del 2003, appaltato nel 2006, con gara aggiudicata in seguito ad un contenzioso. Non potevamo certo riprendere in mano il progetto, il nostro impegno è stato che non diventasse un’incompiuta e quindi una ferita per il territorio. Se avessimo modificato il contratto l’opera rischiava di fatto di essere bloccata sarebbe stato un danno peggiore di qualsiasi altro». Ma il Pd guarda alle cifre e contesta:«Il presidente Zaia – dichiara Sinigaglia – per completare la Pedemontana Veneta ha cambiato la convenzione assicurando 12 miliardi in 39 anni alla società che ha vinto la gara. Il pedaggio verrà incassato dalla Regione che garantisce queste somme al concessionario. Ma quando mai spetta al Veneto il rischio di impresa dell’opera? Potrebbero non esserci i flussi di traffico ipotizzati, le banche per questo non l’avevano finanziata. Significa indebitare la Regione, intanto nei prossimi otto anni. Abbiamo fatto un bel favore alla società che si è aggiudicata l’appalto».

Sanità tra eccellenze e problemi

«Vivere in Veneto significa anche curarsi e stare bene: anche qui la mano di Zaia è stata strategica». La Rizzotto sfodera tutto l’orgoglio dell’eccellenza veneta: «La nostra Regione è in testa alla classifica basata sulla capacità delle regioni di assicurare i Lea, i livelli essenziali di assistenza e cioè le prestazioni sanitarie che ogni Regione deve assicurare ai propri cittadini. Il punteggio massimo che il Ministero definisce è 225 e nel 2018 il Veneto ha raggiunto 222 punti. La nostra legislatura ha posto nella cura dei cittadini una delle sue priorità e i risultati si vedono: ogni anno migliaia di italiani decidono di curarsi da noi. Il potenziamento di strutture ospedaliere, penso al mio ospedale di Castelfranco e allo IOV, la dice lunga su quanto importante sia il benessere dei cittadini». Sanità però che soffre per la mancanza di personale medico e per le liste di attesa: «Questi sono problemi generalizzati – replica l’esponente zaiana – sui quali stiamo cercando di intervenire. Il dato di fatto è che il Veneto resta la regione migliore: eroghiamo 80 milioni di prestazioni l’anno e siamo al primo posto per analisi e parametri dei servizi Lea. Tutto perfetto? Certamente no, si può migliorare. Per la mancanza di medici ora anche lo Stato ha seguito il nostro modello ovvero formare e assumere alcuni specializzandi». Accordo sottoscritto in questi giorni dalla Regione per assumere 197 specializzandi delle scuole universitarie di Padova e Verona. Sinigaglia inizia a smontare la versione governativa dai livelli essenziali di assistenza (Lea): «Intanto attenzione ai Lea che misuriamo. Faccio un esempio: in Veneto viene assicurato in tutti gli ospedali l’intervento entro due giorni per la frattura del femore, ma poi non si fa la riabilitazione. E quindi? Di cosa parliamo?». Sulla scelta di Zaia di coinvolgere giovani specializzandi o neo-laureati, il consigliere Dem illustra la sua contro-proposta: «Facciamo un passo indietro: il Veneto ha sbagliato la programmazione sui medici di medicina generale. Ai corsi di formazione, attivati dalla Regione, sono partiti 25 medici, che sono diventati 50/60 e nell’ultimo anno 126. Bisognava aumentare il numero degli ammessi ma se ne sono accorti tardi e quindi ci mancheranno medici per alcuni anni. Noi avremmo cambiato la programmazione. E gli specializzandi che hanno bisogno di un tutor sono una vera copertura? La soluzione in questo caso c’era già: il decreto Calabria parla di assunzione degli specializzandi degli ultimi due anni. Adesso la Regione ha fatto dietrofront alle iniziative sporadiche intraprese, vedi la cavolata dei i laureati non specializzandi, per applicare il decreto Calabria per 197 specializzandi. Avrebbero potuto essere molti di più, in Veneto mancano 1300 medici, ed era comunque questa l’unica soluzione possibile. Toscana ed Emilia si erano attivate da tempo, non si capisce perchè il Veneto abbia dovuto aspettare».

Riconoscimento Unesco e Olimpiadi invernali

Quarto posto, nelle vittorie di Zaia per la Rizzotto, alle “medaglie” Olimpiadi invernali e riconoscimento Unesco: «Solo qualche mese fa sembravano impensabili. E invece, nonostante i gufi, il Veneto ha incassato il riconoscimento dell’Unesco per le nostre meravigliose colline del Prosecco e l’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026, in coabitazione con Milano. L’impatto sull’economia, sui posti di lavoro, sulle infrastrutture e sul turismo sarà straordinario. Questi due obiettivi, che altri territori possono solo sognare, non potranno che alzare ulteriormente l’asticella già alta del livello dei nostri servizi». Il presidente Zaia a gennaio ha annunciato però un altro misterioso evento, un altro “colpo” a sorpresa: «Quando sarà il momento si saprà. E’ una cosa inserita nella programmazione ovviamente. Mistero? No, noi conosciamo intenzioni e programmi». Sinigaglia su questi risultati però qualche rilievo ce l’ha: «Le Olimpiadi costeranno un centinaio di milioni in più rispetto a quanto messo in bilancio dalla Regione. Noi le abbiamo sempre sostenute, ma gran parte del merito va a Milano, anche se Zaia fa bene a dire di averle ottenute. Sul riconoscimento alle colline del Prosecco bene, però ci sono altre eccellenze nel Veneto. Non si può promuovere e commercializzare soltanto il prosecco a discapito delle altre produzioni. Zaia è mancato di equilibrio. Treviso va bene ma il resto? Faremo di Treviso la capitale d’Italia o d’Europa tra un po’. L’approvazione in consiglio regionale della mozione perchè anche la Valpolicella ottenga il riconoscimento dell’Unesco è il segnale che altre zone hanno bisogno di attenzione, oltre alla Valpolicella i Colli Euganei, Bassano, la Lessinia. Il vino in Veneto ha diverse gradazioni, tonalità e gusti. E adesso c’è la rincorsa ad ottenere spazio e visibilità anche per gli altri».

(ph: pikrepo)