Domiciliarità 2.0: l’Ulss 9 per la cura della persona anziana a domicilio

L’idea del Progetto è di mettere a sistema, anche nei territori periferici, un insieme di dispositivi, già sperimentati con successo, in grado di aiutare le famiglie a fronteggiare le difficoltà e le fatiche della cura ed assistenza domiciliari

Fondazione Cariverona, nell’ambito del bando Welfare e Famiglia 2019, ha finanziato con il contributo di 420 mila euro il progetto denominato “Domiciliarità 2.0 – Innovazioni nella gestione, cura e valorizzazione della persona anziana a domicilio” presentato dall’Azienda ULSS 9 in qualità di capofila per conto di tutti i Comuni del Distretto 4 dell’Ovest Veronese e di parte dei Comuni del Distretto 3 Pianura Veronese.

Sabato 25 gennaio presso la Dogana Veneta a Lazise in Piazzetta A.Partenio, 13 è organizzato l’evento di presentazione e lancio del Progetto dalle ore 9.30 alle ore 13.00 circa e sono invitati a partecipare tutti i partners che hanno aderito al Progetto: Amministrazioni Comunali, assistenti sociali del Servizio Sociale di Base – Area Anziani, centri servizi residenziali,imprese sociali.

Il programma prevede dopo i saluti delle autorità alle ore 9.45 “La domiciliarità che si affaccia” di Sergio Pasquinelli dell’Istituto per la Ricerca Sociale Milano. Alle ore 10.30 “Il sostegno alla domiciliarità: tra realtà e sogno” di Salvatore Rao, Presidente de “La Bottega del Possibile” Torino. In seguito alle ore 11.30 Presentazione del Progetto “Domiciliarità 2.0 – Innovazioni nella gestione, cura e valorizzazione della persona anziana a domicilio” a cura di Silvana Monchera dell’Azienda Ulss 9 Scaligera.

Il Progetto Domiciliarità 2.0 intende promuovere, sostenere, favorire la permanenza a domicilio degli anziani, anche in condizioni di fragilità e non autosufficienza, garantendo il diritto a vivere, con gli aiuti necessari, nella propria casa il più a lungo possibile. Il Progetto ha come ambito d’interesse ed azione la domiciliarità; a tal fine intende promuovere una nuova ed innovativa cultura della domiciliarità attenta ai bisogni emergenti che arrivano dal territorio, oltre alla qualità di vita delle persone anziane in condizione di fragilità e non autosufficienza. Le attività previste sono rivolte ai tre soggetti maggiormente coinvolti nella domiciliarità: la persona fragile, la famiglia e la Comunità.

L’idea del Progetto è di mettere a sistema, anche nei territori periferici, un insieme di dispositivi, già sperimentati con successo, in grado di aiutare le famiglie a fronteggiare le difficoltà e le fatiche della cura ed assistenza domiciliari (affidi anziani, sostegno psicologico ai familiari, piccole prestazioni sanitarie, pasti a domicilio, assistenza domiciliare in orari festivi e serali, ecc.). A causa dell’invecchiamento che pesa sempre più sulla popolazione e di un attuale sistema di servizi pubblici e privati non sempre in grado di rappresentare un supporto significativo per le persone e le famiglie, la domiciliarità si trova in grande difficoltà. Si ritiene che il Progetto rappresenti una preziosa risorsa per mettersi a fianco della fragilità e non autosufficienza della popolazione anziana con una azione di sistema che coinvolge le risorse del pubblico e del privato, anche delle stesse Comunità.

(ph: shutterstock)

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