Pianeta giovani: dall’impegno delle Sardine all’indifferenza di Fishball

Mentre gli adolescenti si chiudono in una bolla di social e droghe, gli over 30 vogliono politicizzare anche la musica pop. Vie di mezzo? Non pervenute

Il 19 gennaio a Bologna si è svolto il mega concertone della Sardine, dove 40 mila persone, per lo più over 30, hanno assistito alle performance di Modena City Ramblers, Malavoglia, Willie Peyote, e agli interventi di Manuel Agnelli, degli Afterhours e di Francesco Guccini. Un mix di musica e impegno politico, in cui artisti simbolo di ogni generazione rivendicano il loro impegno per un’arte che veicoli messaggi antifascisti, antirazzisti, antiomofobi, antisessisti fra l’entusiasmo del pubblico presente e dei media.

Il giorno prima succede qualcosa che non occupa le pagine dei giornali (non arrivando nemmeno alle cronache locali), poiché il fatto e relativa polemica si consumano interamente su Instagram, fra gli adolescenti. Il 18 gennaio, la trapper Fishball partecipa ad un evento live, finita la serata un ragazzo e una ragazza le si avvicinano dichiarando che la ragazza è stata stuprata. Fishball non reagisce e se ne va in auto con il tour manager e il produttore verso l’albergo. Durante il tragitto il manager alla guida si accorge di essere stato seguito, accosta, scende e si trova davanti ai due ragazzini di prima che chiedono il suo aiuto: la sua risposta è prendere le chiavi dell’auto dalle mani del ragazzo e lanciarle lontano mentre Fishball, rimasta in auto, fa una storia su Instagram in cui sfotte i due ragazzini.

La mattina dopo, Fishball, in evidente stato di alterazione da droghe, riprende il fatto successo il giorno prima e ci fa una serie di stories in cui racconta il suo punto di vista in maniera “più articolata”: secondo la trapper i due ragazzini erano dei dementi ubriachi che la importunavano, e anche se il fatto riferitole – lo stupro – fosse realmente accaduto, lei non c’entra nulla. Per far capire la sua posizione ai fan utilizza una metafora assai interessante: lei è come una banca, ciò che succede non solo fuori dalla banca, ma perfino dentro quest’ultima le è indifferente, perché lei è interessata e responsabile solo di ciò che fa di se stessa. Quando nei commenti una minoranza di fan le fa notare che per lo meno avrebbe dovuto chiamare la polizia, lei risponde che non chiamerebbe mai la polizia per fatti come questi, per il bene suo e dei ragazzini… Tutto si risolve senza il ricorso al mondo degli “adulti”, della legge, delle istituzioni.

Nel pensiero della trapper, come in quello dei suoi fan, non esiste che il mondo dei coetanei e dei social, dove tutto inizia e finisce. E’ questa totale scissione fra due mondi ad essere inquietante: mentre gli over 30 rivendicano un’arte politicizzata che educhi e instilli nel pubblico i valori dell’amore e della convivenza civile, gli adolescenti e gli artisti che li raccontano si pensano come individui immersi in un proprio mondo fatto di social e totale indifferenza a ciò che accade attorno. Quando questa bolla artificiale d’indifferenza viene bucata da un qualsiasi evento che li richiami ad un minimo di solidarietà e responsabilità verso gli altri, la risposta è emblematica: si rifugiano nelle droghe e nei social sperando che “gli altri” se ne vadano quanto prima.

Se è lecito discutere della richiesta delle Sardine (e per esteso del mondo adulto) di fare della musica pop uno strumento educativo caricando così di un peso politico un genere nato per l’intrattenimento e non per far educazione civica, è altrettanto lecito chiedersi se l’opposto di tale richiesta sia una totale indifferenza verso il prossimo, un disinteressarsi al mondo perché ognuno deve pensare a se stesso e non chiedere nulla agli altri.

Un altro elemento degno di nota è che la posizione di Fishball non è ipocrita: non c’è alcuna contestazione, doppia morale, giustificazione. L’indifferenza verso tutto e tutti è un dato di fatto indiscutibile, il solo pensarla in altro modo è inconcepibile perché ognuno fa quello che vuole, è sempre stato così, è così, e sarà così. Le istituzioni in questo pensiero non hanno più posto: inutili ruderi di un passato anacronistico, sono viste come un fastidio inutile che opprime l’individuo mentre fa quello che vuole fare.

Oggi ci troviamo stretti fra questi due fuochi: fra un mondo di over 30 che scende in piazza chiedendo che ogni ambito della società venga politicizzato e si prenda la responsabilità di educare, e un altro di adolescenti che è indifferente persino alla responsabilità minima verso la persona che gli sta davanti. Noi che crediamo una terza via sia possibile, ci sentiamo sempre più isolati.

(Ph. Imagoeconomica/Instagram-Fishball)