A Padova il centrodestra c’è ma non si vede. Vi spiego perchè

Il sindaco di centrosinistra Giordani deve guardarsi dagli ostacoli interni. Perchè all’esterno l’opposizione è come se non esistesse. A parte le incursioni “esterne”…

Una delle maggiori fortune che fa andare avanti, pur tra mille problemi, la maggioranza di centrosinistra che amministra Padova è avere un’opposizione poco incisiva, quasi impercettibile, che nel corso di questo tempo ha perso un bel po’ di occasioni per pungolare come si deve il sindaco Sergio Giordani e soci.

Non servirebbe poi molto: basterebbe cominciare dalla firma del nuovo ospedale a Padova Est e dal restyling che farà diventare la vecchia stazione delle autocorriere di Piazzale Boschetti il nuovo parco Tito Livio, due grandi opere che nei prossimi anni cambieranno il volto alla città ma, attenzione, che sono figlie della giunta di centrodestra capitanata da Massimo Bitonci.

E che dire poi del progetto Park all’ex caserma Prandina (anche questo idea sempre di Bitonci) dove la maggioranza sta attuando un vero e proprio tira e molla perché non si vuole prendere una scelta che accontenti le diverse anime a favore e contro il parcheggio?

Altra eredità della giunta precedente sarebbe pure lo sbarco di Leroy Merlin, nel complesso dell’ex foro boario di Corso Australia: una colata di cemento che viene calata sulla testa di chi è stato eletto nelle file di Coalizione Civica, sostenendo il no categorico alla cementificazione.

Ma oltre al prosieguo delle attività del passato l’opposizione si potrebbe concentrare sul presente e su tutte le palesi contraddizioni sfornate dalle diverse anime della maggioranza, a cominciare da quel legame con l’estrema sinistra che si vuole sempre coprire, ma nel momento in cui si toccano le corde sensibili, vedi il caso sgombero dell’ex Macello, viene palesato in maniera molto chiara.

Il vero problema dell’opposizione di centrodestra non è nel lavoro dei singoli consiglieri, che comunque cercano di essere presenti sul campo, ma nel fatto che il loro operato viene quasi vanificato perché appare sempre come un’opera del singolo e non un attacco di gruppo: manca un vero e proprio leader che riesca ad accomunare e compattare il centro destra. Proprio questo rende facile la difesa a Giordani e i suoi: l’ombra del candidato sconfitto Massimo Bitonci è ancora lunga e chi vorrebbe proporsi si tiene molto al coperto.

Intanto, il rivale interno in Lega di Bitonci, l’assessore regionale Roberto “Bulldog” Marcato, ne approfitta per le sue incursioni nella politica cittadina, come quando di recente è entrato a gamba tesa per sbugiardare l’attaccamento alla poltrona (ipse dixit) dell’ala sinistra che ha fatto buon viso a cattivo gioco dopo il blitz di Giordani all’ex Macello. Una sorta di supplenza “esterna” alla mancanza di vitalità degli oppositori in città.

E’ probabile che dopo le regionali della prossima primavera, test decisivo per capire lo stato ed i vari pesi delle forze di centrodestra, qualche carta si scopra. Nel frattempo Giordani può dormire sonni tranquilli.

(ph: Facebook Roberto Marcato)