Paragone, “vaffa” al M5S: «Non rientro, rinuncio a ricorso»

Il senatore pentastellato espulso: «Siccome quella causa rischio di vincerla, cosa faccio? Rientro in una casa che è senza identità? Parole forti e azione anti sistema, ecco cosa dobbiamo fare»

Gianluigi Paragone ha annunciato su Facebook che rinuncerà al ricorso contro l’espulsione dal M5S. «Il Movimento deve ripartire dalle sue parole chiave ma non lo può fare perché ha già deciso che va di là. Io ho detto che avrei fatto ricorso al giudice ordinario per poter rientrare nel Movimento ma siccome quella causa rischio di vincerla, cosa faccio? Rientro in una casa che è senza identità? Allora riprendiamo le nostre parole forti contro l’Europa e contro l’euro che è fonte di tremenda ingiustizia. Riprendiamo in mano le parole forti, potenti, radicali. Altro che facilitatori! I facilitatori sono come questo ciuccio – ironizza Paragone mostrando alla web cam una tettarella di gomma da neonato -. Parole forti e azione anti sistema, ecco cosa dobbiamo fare».

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