Teatro La Fenice, 24 anni fa il devastante incendio che lo distrusse

Mai nome fu più azzeccato: come l’animale mitologico anche questo splendido luogo riuscì a rinascere dalle sue ceneri

Il 29 gennaio 1996 un devastante incendio doloso distrusse il teatro La Fenice. Il rogo impegnò i vigili del fuoco per tutta la notte e i danni furono pesanti. Si decise comunque di ricostruirlo ispirandosi al motto «com’era, dov’era», ripreso dalla ricostruzione del campanile di San Marco. Immediatamente dopo l’incendio si eseguirono tutti gli interventi necessari a prevenire ed evitare situazioni di pericolo e già il 6 febbraio vennero stanziate con decreto legge le prime risorse finanziarie e venne istituita la figura del Commissario Delegato per la ricostruzione.

Il 7 settembre 1996 venne pubblicato il bando di gara cui parteciparono dieci imprese italiane ed estere. Dopo alcuni ricorsi, la A.T.I. Holzmann si aggiudicò l’appalto col progetto dell’architetto Aldo Rossi. Dal 14 al 21 dicembre 2003, con Die Weihe des Hauses di Beethoven, la Sinfonia di Salmi di Igor’ Fëdorovič Stravinskij ed il Te Deum di Antonio Caldara con Patrizia Ciofi, Sonia Ganassi e Sara Mingardo dirette da Riccardo Muti alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, ebbe luogo la settimana inaugurale del teatro.

I responsabili dell’incendio furono in seguito individuati e condannati. Due elettricisti, Enrico Carella e suo cugino Massimiliano Marchetti, con la loro ditta Viet stavano lavorando alla manutenzione del teatro e, per non incorrere in una penale dovuta ai ritardi accumulati dalla propria impresa, decisero di causare un piccolo incendio per provocare un ritardo imputabile a causa di forza maggiore. Riconosciuti colpevoli con sentenza definitiva della Cassazione furono condannati rispettivamente a 7 e a 6 anni di prigione.