Carnevale, quali sono le tipiche maschere venete

Venezia e non solo. Il Carnevale è una festa popolare molto sentita anche in Veneto, il cui culmine è nella metà di febbraio. Ad essa sono associate delle maschere, tipiche della commedia dell’arte e rese celebri anche dal drammaturgo veneziano Carlo Goldoni. Alcune di loro, come Arlecchino e Brighella, sono in realtà di origini bergamasche, ma secondo la loro storia lavoravano a Venezia e sono considerati quindi veneziani d’adozione.

Pantalone

È un mercante veneziano solitamente rappresentato come vecchio, avaro e lussurioso.

Rosaura

È la figlia di Pantalone e vive con lui in un sontuoso palazzo sul canal Grande. Il suo amore per Florindo è ostacolato dal vecchio genitore.

Colombina

È una serva molto furba, amica di Rosaura e oggetto delle lubriche attenzioni di Pantalone, fatto che scatena sempre la gelosia di Arecchino.

Bauta

È il nome generico della maschera indossata da chi partecipa al Carnevale di Venezia.La maschera in genere viene associata ad un mantello lungo fino in vita, dal tricorno e dalla maschera vera e propria; peculiarità della bauta è il labbro superiore deformato ed allungato in modo da deformare anche la voce di chi la indossa, per non farsi riconoscere. La conformazione della maschera permette anche di bere e mangiare, senza essere tolta, questo per mantenere il totale anonimato.

Fracanapa

È una maschera nata a Verona nell’800. Mostra sempre un aspetto curato, ama il vino e la buona tavola e, a seconda delle rappresentazioni, può essere ricco o povero, stolto oppure furbo. Ha una parlata molto particolare volta ad enfatizzare le sillabe.

Mastro Sogar

È una maschera veronese legata in particolare al quartiere di San Michele extra. Assieme a lui la Sogara, compagna o moglie, e dai sogaretti. L’abbigliamento si rifà al 1600 ed è composto da camicia in flanella bianca, pantaloni alla zuava in velluto nero, stivali, giubbetto, cintura e strisce di cuoio, cappello ampio rosso con penne nere (i colori di San Michele Extra) e, quale insegna, la storica soga. Ogni anno vi è l’elezione di un nuovo Mastro Sogar e la votazione è popolare ed aperta a tutti i residenti del quartiere. La cerimonia d’Investitura del nuovo Mastro Sogar si svolge sempre nei primi giorni di gennaio ed è un’occasione di gran festa per l’intera comunità. Negli anni, il Comitato del carnevale, durante le sfilate, oltre a Mastro Sogar con la sua “corte” ha potuto sfoggiare anche una banda con un corpo di majorette, un carro allegorico e tutta una serie di maschere come ad esempio i Pianela (gruppo di clown che prende il nome dalle calzature tipiche) con le loro bici pazze, el Torototela o el Ferari che contribuiscono a rendere ancora più gioioso e scherzoso il carnevale. Il termine deriva da soga, cioè corda. Lui è quindi un artigiano produttore di corde di canapa.

Papà del Gnoco

È la maschera principale del carnevale veronese, a cui è legato anche uno storico e molto sentito concorso.Fra il 1520 e il 1531, a causa di un’inondazione del fiume Adige e delle scorrerie dei lanzichenecchi, Verona soffrì una terribile carestia. Il 18 giugno 1531 la popolazione, affamata e disperata, andò ad assaltare i fornai di San Zeno per far provviste di grano e di pane. La situazione fu salvata da parte del Podestà e di alcuni cittadini che provvidero a loro spese di rifornire i cittadini più poveri della contrada di viveri. La tradizione popolare vede in Tommaso Da Vico il fondatore del Baccanale del Gnocco, avendo distribuito a sue spese tra la popolazione viveri di prima necessità, come pane, vino e formaggio e soprattutto gnocchi, non di patate ma di farina e acqua alla maniera dei canederli; venivano serviti sulla pietra del gnocco, ancora ben visibile davanti al sagrato della Basilica di San Zeno, nell’ultimo venerdì di Carnevale: per rievocare questo personaggio nacque quella che viene considerata la più antica maschera d’Italia e d’Europa di cui si abbiano dei documenti certi.

Žinghenésta

La zinghenesta è la ragazza più bella che partecipa all’omonimo carnevale a Canale d’Agordo (Belluno).

Matazin, lakè, roncer, puster, pajazi,ber

Sono tutte maschere tipiche della “maskarada”, carnevale di montagna  di Comelico Superiore (Belluno).

Ròllate

È una maschera tipica del carnevale di Sappada, ora in provincia di Udine ma prima in provincia di Belluno.