02022020: il “matrix day”

Per i molti appassionati, un vero e proprio evento: sono 366 in 10mila anni. In realtà, non risulta che siano state date particolarmente significative

Il palindromo (dal greco antico πάλιν “di nuovo” e δρóμος “percorso”, col significato “che può essere percorso in entrambi i sensi“) è una sequenza di caratteri che, letta al contrario, rimane invariata. Per esempio, in italiano: “Ai lati d’Italia”. Il concetto è principalmente riferito a parole, frasi e numeri. Secondo una leggenda l’inventore e il primo virtuoso del genere sarebbe stato il poeta greco Sotade, vissuto ad Alessandria d’Egitto nel III secolo.

Il giorno palindromo è il giorno di calendario la cui data, espressa nel formato numerico gg/mm/aaaa oppure mm/gg/aaaa, è simmetrica nella lettura (palindromo), in altre parole resta uguale a se stessa sia se letta da sinistra verso destra sia se letta da destra verso sinistra. I giorni palindromi sono 366 (in 10000 anni) per ciascuno dei due formati di data; I giorni palindromi che cadono in anni bisestili sono 108 per le date espresse nel formato gg/mm/aaaa, mentre sono 120 per le date espresse nel formato mm/gg/aaaa; Il 29 febbraio 2092 (29/02/2092) sarà l’unico 29 febbraio palindromo nel formato gg/mm/aaaa della storia (in quanto non ci sarà mai un nuovo 2092), mentre il febbraio 29, 9220 sarà l’unico 29 febbraio palindromo nel formato mm/gg/aaaa della storia (in quanto non ci sarà mai un nuovo 9220).

Esiste anche il “palindromo sillabico“, vale a dire una parola oppure una frase le cui sillabe, se lette al contrario, sono invariate. Per esempio: “le-ta-le”, “Ma-rem-ma”, “Ne-ro-ne”.

Enigmistica
In enigmistica si tratta di uno schema costituito da un’unica parola o frase e viene sfruttato nei vari giochi con la peculiarità, nel caso degli enigmi in versi, di costituire l’unico esempio di gioco non in parti oltre all’indovinello. L’enigmistica distingue inoltre il concetto di palindromo da quello di bifronte: in quest’ultimo caso la lettura inversa produce ugualmente una parola di senso compiuto, ma diversa da quella originaria. Non sono enigmisticamente validi palindromi costituiti da un aggettivo o da un verbo coniugato, quando isolati.

L’enigmista Stefano Bartezzaghi ha riportato, su suggerimento di un lettore, nella sua rubrica quotidiana Lessico e Nuvole il termine aibofobia un’immaginaria paura dei palindromi. Il prefisso aibo- non ha alcun significato, e la sua funzione, combinato al suffissoide -fobia, è solo quella di rendere palindroma la parola stessa, in modo da poterla leggere indifferentemente dalla prima all’ultima lettera e viceversa. Ovviamente nessuno ha paura dei palindromi e quindi l’aibofobia è una patologia inesistente. Essendo la parola stessa un palindromo, il termine acquista un significato reale in quanto autoreferenziale. Altro esempio, molto simile, è la parola ainamania.

Primati e virtuosismi
Si riportano i primati noti, vale a dire quelli pubblicati a stampa.

Gabriele de Simon il 21/02/2012 ha concluso la stesura di “Vangelo Palindromo”, un palindromo di 6 093 caratteri
Georges Perec ha scritto un racconto palindromo di 5 556 lettere, dal titolo 9691,EDNA’ D NILUOM UA CEREP SEGROEG.
Giuseppe Varaldo ha scritto un testo palindromo intitolato Penelope di 1041 lettere ed un racconto immaginario palindromo intitolato 11 luglio 1982 dedicato alla vittoria dell’Italia ai campionati mondiali di calcio in Spagna nel 1982, la cui lunghezza è di 4.587 lettere.

(Ph Bali Oracle)

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