Montorio, revocata la concessione a Superbeton. «Vittoria dei cittadini»

Il titolo autorizzativo, risalente all’8 novembre 2017, sarebbe stato valido fino al 6 novembre 2022, ma i problemi di inquinamento atmosferico, acustico e olfattivo avevano fatto scattare da subito una serie di diffide

Con determinazione 273 del 31 gennaio 2020 la Provincia di Verona ha revocato a Superbeton Spa l’autorizzazione ad operare nell’attività di recupero dei rifiuti e nella produzione di conglomerati bituminosi nel sito di via del Vegron a Montorio.

«Salvo ricorsi, si tratta della parola finale su una battaglia condotta in prima persona dai cittadini di Montorio aderenti al comitato e dalle associazioni ambientaliste come Legambiente che per primi avevano denunciato e dimostrato l’incompatibilità di una simile attività con il contesto del vicino abitato di Montorio» dice Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune.

Il titolo autorizzativo, risalente all’8 novembre 2017, sarebbe stato valido fino al 6 novembre 2022, ma i problemi di inquinamento atmosferico, acustico e olfattivo avevano fatto scattare da subito una serie di diffide. Alla prima, datata 1 marzo 2018, ne erano seguite altre quattro o cinque nei mesi e negli anni successivi. La proprietà aveva presentato un piano di contenimento delle emissioni che di fatto non è mai stato attuato.

Il provvedimento di revoca della Provincia parla infatti di “reiterata inosservanza alle diffide impartite” e di “contraddittorietà nelle comunicazioni”. Precisa, inoltre, che “la ditta a tutt’oggi non ha ancora compiutamente realizzato tutte le opere/interventi mitigativi” e che “a tutt’oggi pervengono dal Comune di Verona (anche con frequenza talvolta giornaliera), segnalazioni di disagio della popolazione per odori e rumori prodotti dall’impianto della ditta Superbeton”.

Le uniche operazioni da oggi permesse nel sito di via del Vegron sono quelle di “allontanamento (verso idonei siti di recupero) dei materiali e dei rifiuti già trattati e, qualora necessarie, per la messa in sicurezza dei cumuli già presenti in impianto ai fini della tutela dell’ambiente”. “Chiederò una commissione consiliare per fare il punto sul ripristino del sito” conclude Bertucco.

 

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