Chiampo, altra proroga per l’impianto trattamento fanghi. Bando da 530 milioni

Acque del Chiampo ha comunicato che sono stati dati altri 60 giorni per la presentazione delle candidature a socio operativo

Il Consiglio di Amministrazione di Acque del Chiampo è ha approvato una ulteriore proroga di 60 giorni relativamente ai termini per la presentazione delle candidature per la scelta del socio operativo per creare la nuova società cui affidare la progettazione, la realizzazione e la gestione di un impianto per il trattamento dei fanghi essiccati provenienti dai depuratori dei due gestori dei servizi idrici del Consiglio di Bacino Valle del Chiampo.

“Vista la complessità e l’importanza dei quesiti pervenuti e dei chiarimenti forniti e l’approssimarsi dei termini di scadenza per la presentazione delle offerte” – comunica il CdA – “il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto opportuno disporre una proroga dei termini di presentazione delle offerte per ulteriori 60 giorni dal 06.02.2020 alle ore 12 del 06.04.2020”. Il bando aveva scadeva inizialmente il 23 dicembre, poi prorogato al 6 febbraio. L’altro giorno il nuovo rinvio.

“Questo in virtu’ della particolare complessità della gara, che oltre ad avere l’obiettivo di individuare una tecnologia all’avanguardia per la gestione sostenibile dei fanghi, attualmente disposti in discariche, richiede anche ai partecipanti di identificare un’area esterna ai Comuni del Consiglio di Bacino Valle del Chiampo per la creazione della struttura” spiega l’azienda.

L’antefatto

Lo scorso 6 agosto 2019, Acque del Chiampo SpA e Medio Chiampo SpA, società a controllo pubblico che gestiscono gli impianti di depurazione e i servizi idrici integrati nel Consiglio di Bacino della Valle del Chiampo, nel vicentino, avevano lanciato un bando internazionale per identificare un partner tecnico a cui affidare la progettazione, l’implementazione e la gestione di un nuovo impianto per il trattamento dei fanghi essiccati, sino al 2050.

Le due società producono collettivamente 35.000 tonnellate di fanghi essiccati all’anno, risultanti dal trattamento delle acque reflue sia di origine industriale che civile. Attualmente, i fanghi vengono smaltiti in discarica la cui capacità si esaurirà nel prossimo lustro.

L’impianto sarà realizzato nell’ambito di un accordo di programma firmato nel 2005 e rinnovato nel 2017 da Ministero dell’Ambiente, Regione Veneto e Autorità locali. L’accordo mira a riabilitare il sistema fluviale del Fratta Gorzone, al fine di salvaguardare le risorse idriche e l’ambiente, utilizzando nuove tecnologie alternative alla discarica. La gara ha un valore complessivo attorno ai 530 milioni di euro.

La NewCo sarà una holding costituita con il partner identificato attraverso il bando. Il partner avrà il diritto di possedere tra il 61% e il 70% delle azioni. Secondo un’ipotesi di progetto realizzata da Acque del Chiampo, il nuovo sistema di trattamento dei fanghi, per sfruttare adeguate economie di scala, dovrà essere creato all’interno di un’area capace di produrre almeno altre 15.000 tonnellate, in aggiunta alle 35.000 prodotte collettivamente e annualmente da Acque del Chiampo e Medio Chiampo.