Testimoni di Geova: «Ecco chi siamo veramente»

Il portavoce del Nordest: «non cediamo al paganesimo sui simboli come la croce o sulle festività come il Natale o i compleanni». Politica? «Non ne facciamo»

Tutti li conoscono come quelle persone, generalmente in coppia, che suonano al citofono di casa per parlare di Gesù e dintorni. L’altro giorno, nella Giornata della Memoria, si è fatto il loro nome fra i deportati nei lager nazisti. Ci sono loro consuetudini che hanno fatto discutere, come il divieto di trasfusione sanguigna. Sono i Testimoni di Geova, confessione cristiana che da poco hanno un portavoce per l’intero Nordest: Michele Ferrante, imprenditore originario del Barese. E’ un ministro di culto (un “anziano” nel loro gergo, fra loro non esiste il clero) che in questa intervista risponde a tutte le domande che ci siamo sentiti di fargli per dare un’idea di come si rappresenti all’esterno un fedele-tipo di uno dei credi più noti, ma anche meno conosciuti, in Italia.

Di quante persone parliamo, in Italia e in Veneto, dovendo dare un numero agli appartenenti al culto?
In Italia nel 2019 abbiamo superato i 251 mila Testimoni impegnati nell’opera di insegnamento della Bibbia. Se si contano anche i simpatizzanti che partecipano alle nostre riunioni il totale supera i 400 mila. Nel Veneto l’ultimo dato aggiornato è di oltre 15 mila persone.

Volete ricorrere ai media per farvi conoscere e fare proselitismo?
No, quando contattiamo i media il nostro obiettivo è principalmente quello di offrire informazioni corrette sul nostro conto. Tuttavia, la nostra opera è svolta principalmente attraverso il contatto diretto con le persone.

L’organizzazione è suddivisa in Congregazioni con un Consiglio direttivo. Può descriverne in dettaglio la struttura piramidale?
Ovviamente c’è una organizzazione ma non c’è una struttura piramidale. Come le dicevo non c’è una classe clericale separata. Le congregazioni locali, di circa 80-100 fedeli sono curate da un numero variabile di anziani o ministri culto. Tutte sono coordinate dal Corpo Direttivo, un gruppo di cristiani maturi che provvede guida ai Testimoni di Geova in tutto il mondo. In base alla nazione e alle leggi locali possono essere utilizzati enti che permettono di ricevere riconoscimenti giuridici.

Siete conosciuti a livello popolare come evangelizzatori che bussano alla porta. Come si svolge il servizio?
Seguiamo l’esempio dei cristiani del I secolo che, come comprendiamo dalla Bibbia, parlavano alle persone andando “di casa in casa”. Inoltre, proprio come faceva Gesù, svolgiamo la nostra opera anche nelle strade, ed è facile trovarci in alcune aree pubbliche accanto a espositori mobili per le pubblicazioni.

Chi deve farlo, fra voi? Deve avere caratteristiche particolari?
Se una persona decide di diventare Testimone di Geova è perché prova il desiderio di parlare ad altri di quello che ha imparato dallo studio della Bibbia. Prima di impegnarsi in quest’opera di testimonianza, deve però studiare approfonditamente le Scritture e vivere in armonia con princìpi cristiani.

Cosa pensate quando la gente non vi risponde?
È una scelta personale che rispettiamo. Se in futuro vorranno parlare con noi saremo felici di farlo.

Se dovesse riassumere il messaggio forte, centrale, attorno a cui impostate i vostri tentativi di conversione, come lo articolerebbe?
Tutti conoscono l’espressione “Venga il tuo Regno” nella famosa preghiera insegnata da Gesù. Riscontro che pochi sanno a cosa Gesù si stesse riferendo. Tramite la Bibbia facciamo conoscere cos’è questo Regno e perché è una buona notizia, o “Vangelo”, per tutti. La buona notizia è che Dio desidera che le persone vivano felici sulla terra per sempre. Secondo questa preghiera e altri passi della Bibbia sarà Dio stesso ad agire tramite il Suo Regno per dare un futuro migliore a persone di tutto il mondo, senza più sofferenze, violenza, malattie e morte.

Per voi l’unica religione è ovviamente cristiana. Ma le altre confessioni, a partire da quella cattolica, come le ritenete? Errori?
Gesù non accettò l’idea secondo cui ci sono molte religioni, o strade, che portano alla salvezza. Infatti, come riportato nel Vangelo di Matteo, disse: “Stretta è la porta e angusta la strada che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano”. I Testimoni di Geova credono di aver trovato quella strada. Altrimenti andrebbero in cerca di un’altra religione.

Scrivete che “nel 2019 abbiamo impiegato 2.088.560.437 ore per cercare di parlare con persone di altre religioni”.Tenete una contabilità su questo, o anche su altro?
Ogni testimone di Geova che è impegnato nell’opera di testimonianza e insegnamento della Bibbia, annota ogni mese il tempo che vi ha dedicato secondo le proprie circostanze. Viene fatto poi un rapporto anonimo di ciascuna comunità di fedeli, che confluisce in un rapporto complessivo a livello mondiale.

Come giudicate gli atei? Sono destinati alla distruzione finale?
Il nostro compito non è quello di giudicare, ma semplicemente di parlare con chi lo desideri. Mi sono accorto che molti atei non hanno mai valutato attentamente le prove della creazione e dell’esistenza di un creatore. Il giudizio finale di una persona spetta a Dio.

Si legge sul vostro sito che il Regno di Dio ha in Gesù il suo Re, che “ha iniziato a regnare nel 1914”. Cioè?
Il Regno di cui parla la Bibbia è un governo istituito da Dio, che governa dai cieli. Per questo nella Bibbia “il regno di Dio” è anche detto “regno dei cieli”. Gesù è stato costituito re di questo Regno. Forse qualcuno ricorderà l’espressione “Re dei re e Signore dei signori”. Per quanto riguarda il 1914, si tratta di una data alla quale si arriva tramite la cronologia biblica. Chi volesse saperne di più può consultare il nostro sito ufficiale, JW.ORG.

Leggiamo ancora che voi credete che “Un numero relativamente piccolo di persone, 144.000 in tutto, sarà risuscitato alla vita celeste per regnare con Gesù nel Regno”. Perché proprio 144 mila?
È scritto nella Bibbia. L’apostolo Giovanni ebbe una visione in cui vide Gesù come Re in cielo insieme ad altri 144.000 re. Sono cristiani fedeli scelti da Dio che, quando muoiono, vengono risuscitati per vivere in cielo. Gesù e i 144.000 governeranno sull’umanità quando la terra diventerà un paradiso.

Voi ubbidite alle leggi finché non sono contrarie alle leggi divine, e infatti anche per questo, per l’obiezione di coscienza militare, siete stati perseguitati dai nazisti. Oggi vi date limiti all’attività politica? Potete candidarvi ed essere eletti?
Per i Testimoni è molto importante rispettare le “autorità superiori”. Quando vi è un conflitto tra la legge dell’uomo e la legge di Dio, si deve fare una scelta. A volte il conflitto sorge con l’obbligo di andare in guerra o di imparare a farla tramite il servizio militare. In Italia il primo obiettore di coscienza fu Remigio Cuminetti, un testimone di Geova che nel 1915, allo scoppio della I Guerra Mondiale, rischiò la fucilazione. Lo stesso atteggiamento neutrale vale anche per la partecipazione attiva alla politica. Non ci candidiamo alle elezioni politiche. Comunque lavoriamo attivamente e in molti modi per il benessere della comunità.

Sulla famosa questione del divieto di trasfusioni di sangue lo motivate con il “chiaro comando di astenerci dal sangue” che viene dalla Bibbia. Ma nei passi biblici citati a supporto si dice di “non mangiare il sangue”. Le trasfusioni in che senso deriverebbero da questo divieto? Ci sono divieti di tipo alimentare legati al sangue?
La Bibbia comanda (Atti 15:29) di “astenersi” dal sangue e di non mangiarlo. Proprio come assumere cibo per via endovenosa equivale a mangiarlo, non accettiamo sangue intero o nei suoi componenti principali, che si tratti di cibo o di trasfusioni.

Sì ma quando la salute è messa a rischio dal divieto di trasfusione, non fate mai eccezione alla regola?
Ciascuno ovviamente sceglie per sé. Sul piano religioso, ogni Testimone deve decidere tenendo conto dei principi biblici e anche in base alla propria coscienza. Sul piano scientifico va sfatato il luogo comune secondo cui la trasfusione sia insostituibile e abbia sempre effetti positivi sulla salute. In molti casi esistono alternative mediche altrettanto efficaci e prive di effetti collaterali. Riguardo ai rischi legati alle emotrasfusioni, Daniele Rodriguez, Ordinario di Medicina legale all’Università degli Studi di Padova, ha di recente osservato su Quotidiano Sanità: “Consolidate evidenze hanno correlato la pratica trasfusionale con inevitabili risvolti negativi sugli indicatori di salute dei pazienti, tra i quali, un aumento della mortalità, morbilità, degenza ospedaliera e delle infezioni nosocomiali”. Repubblica del 15 gennaio 2016 osservava: “Sono 120 mila le persone che in Italia si sono ammalate dopo trasfusioni infette, 2.600 quelle nel frattempo decedute. Trentamila oggi ricevono un indennizzo bimestrale, qualche centinaio di euro, da parte dello Stato”. La questione è quindi molto più complessa di quanto si potrebbe pensare e va valutata senza ricorrere a generalizzazioni.

Complessa, ma resta che le trasfusioni servono a curarsi. In che senso per voi la croce è un simbolo idolatrico, o a rischio di idolatria?
Può sembrare strano, perché da secoli la croce viene utilizzata come simbolo sacro sia nelle religioni che si definiscono cristiane ma anche in quelle pagane (la croce uncinata ne è un esempio). Nell’antichità veniva usata nel culto della natura e in occasione di riti pagani della fertilità. La Bibbia vieta l’uso di immagini sin dai Dieci Comandamenti.

Non festeggiate Natale né Pasqua, vero? Nemmeno i compleanni?
Come i primi cristiani, non celebriamo alcuna ricorrenza che abbia un’origine pagana. Però amiamo molto stare in compagnia e divertirci in altre occasioni.

Quali sono le festività dei Testimoni?
Non abbiamo bisogno di aspettare feste comandate per divertirci. Sul piano religioso, la Bibbia incoraggia a osservare un’unica importante ricorrenza: la Commemorazione della morte di Cristo. La sera prima di morire Gesù disse che avremmo dovuto ricordare la sua morte. Nel 2020 terremo questa celebrazione martedì 7 aprile.

La morte di Cristo, non la Resurrezione, o la Pasqua? E perché non il Natale?
Gesù comandò di ricordare la sua morte, non la sua risurrezione (Pasqua) o la sua nascita (Natale). Gli apostoli e i primi discepoli di Gesù non celebravano il Natale. La New Catholic Encyclopedia osserva che “la festa della Natività fu istituita non prima del 243”, cioè più di un secolo dopo la morte dell’ultimo apostolo. Il Natale trae origine da usanze e riti pagani e, come è noto, Gesù non nacque il 25 dicembre.

Testimonianze di ex appartenenti al vostro culto parlano di mancanza di libertà di azione e pensiero personale al vostro interno, di settarismo che renderebbe la vita psicologicamente difficile, specie ai giovani. Quali sono i limiti all’autonomia individuale, nel vostro modo di vivere quotidiano?
Purtroppo a volte i giornali pubblicano le affermazioni di alcune persone ostili ai Testimoni senza verificarle. In realtà i Testimoni danno grande importanza alla libertà di scelta. Proprio per questo non battezzano i neonati. Ciascuno deve fare la propria scelta volontaria e convinta. In linea generale è importante ricordare che i Testimoni di Geova sono una confessione religiosa riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano ormai da molti anni. Nel dare il suo parere favorevole a detto riconoscimento, il Consiglio di Stato affermò che le attività dei Testimoni di Geova sono del tutto lecite e non destano alcun tipo di preoccupazione.

La scelta di aderire ovvero il battesimo, per un ragazzo o ragazza che nasce già in una famiglia di Testimoni, in quali modi, dal punto di vista educativo, e a quale età avviene?
Come la maggioranza dei genitori, i Testimoni di Geova desiderano il meglio per i loro figli. Insegnano loro quello che pensano possa aiutarli nella vita, sia a livello pratico che morale e religioso. I Testimoni di Geova sono convinti che la Bibbia insegni il miglior modo di vivere, e quindi cercano di trasmetterne i valori ai figli studiandola con loro e frequentando insieme le riunioni cristiane. Quando cresceranno, i figli potranno scegliere personalmente e in modo consapevole se seguire la stessa religione dei genitori oppure no. Non c’è un’età precisa per prendere tale decisione.

In fatto di morale sessuale, quali sono le vostre regole?
Seguiamo gli alti principi della Bibbia, che riteniamo validi in ogni tempo. Crediamo che i rapporti sessuali siano una prerogativa del matrimonio fra un uomo e una donna.

In campo culturale, avete libri o prodotti mediali (tv, radio ecc.) consigliati e altri proibiti?
Riteniamo che spetti a ciascuno scegliere con saggezza cosa e quanto leggere o vedere, in base ai propri gusti e in base ai princìpi cristiani che incoraggiano di evitare ciò che promuove la violenza, l’occultismo o l’immoralità. Certamente incoraggiamo la lettura quotidiana della Bibbia e di pubblicazioni che ne approfondiscono la comprensione. Produciamo tantissime pubblicazioni, video e film, per ogni età compresi bellissimi cartoni animati per bambini.

L’uso di Internet è disciplinato? Utilizzate i social network, individualmente nel privato, e come congregazioni?
Utilizziamo Internet costantemente: il nostro sito ufficiale è il sito più tradotto al mondo (oltre mille lingue). Come ogni strumento, va usato con saggezza per decidere quanto tempo dedicargli e cosa vedere. La scelta anche in questo caso spetta a ciascuno. Anche l’utilizzo dei social network è una scelta personale.

Il Veneto è una terra ancora molto cattolica, soprattutto in provincia. Ma dai dati sul calo dei matrimoni religiosi e sulla frequenza delle parrocchie si evince chiaramente che la secolarizzazione avanza inesorabile. Quali sono i motivi della crisi delle fede cristiana della confessione più seguita?
È vero, spesso la religione è vista più come una formalità o un rito. Questo ha portato a un crescente disinteresse per i valori spirituali. Tuttavia riscontro che vi è un altrettanto crescente bisogno nelle persone di trovare buoni consigli per la loro famiglia, il matrimonio, essere più sereni e felici. La Bibbia è piena di questi utili insegnamenti e come Testimoni di Geova siamo impegnati ad aiutare le persone a trarne il massimo vantaggio.

(ph: Testimoni di Geova)