Hellas fa tremare il Milan. Contro la Lazio senza Amrabat

Il Venezia si vendica con il Chievo e il Citta riparte alla grande. Vicenza stanco? Padova rigenerato da Mandorlini

Ibrahimovic-Kumbulla, il vecchio zingaro del calcio contro il giovane difensore rampante che piace a mezza Europa. Sarebbe stato uno dei contenuti tecnici importanti di Milan-Hellas ma all’ultimo l’influenza ha fermato Ibra e il confronto non è andato in scena. È finita 1-1 e non si è quindi consumata la vendetta della immeritata sconfitta subita all’andata al Bentegodi dalla squadra di Ivan Juric. C’è mancato poco però perché l’Hellas, oltre al gol iniziale firmato da Davide Faraoni (uno dei migliori esterni difensivi del campionato), ha colpito disgraziatamente ben due traverse. Senza contare che il gol del pareggio milanista è stato un regalo della Provvidenza perché la punizione di Calhanoglu è stata imparabilmente deviata dalla barriera. E mettiamoci pure che, se Amrabat non si fosse andato a cercare il rosso diretto con quell’assurdo fallo a centrocampo e vicino all’out quando mancavano 22’ più recupero alla fine, forse le cose avrebbero potuto andare diversamente visto che il Milan sembrava un po’ alle corde. Tutto sommato il Verona ha lasciato ai rossoneri solo la seconda parte del primo tempo, dopo l’estemporaneo pareggio, e il Milan senza Ibra è sembrato quello di sempre: senza gioco e senza attacco. L’Hellas invece ha dato l’impressione di essere in salute ed è un vero peccato che, nel recupero infrasettimanale con la Lazio, dovrà fare a meno per squalifica di Amrabat. Vedremo la sfida Kumbulla-Immobile? Probabile, anche se per bloccare oggi lo scatenato bomber laziale è necessario l’aiuto divino.

In Serie B campeggiava il derby fra Chievo e Venezia, non certo come incontro di cartello quanto piuttosto per le ricadute che il risultato avrebbe avuto sul prossimo futuro delle due squadre. I veronesi a caccia di un rilancio verso i quartieri alti del campionato, i veneziani alla rincorsa di un posizionamento più tranquillo in classifica. La vigilia del match era stata movimentata, in Laguna, dalle rivelazioni del Gazzettino che annunciavano il presidente Tacopina (in arrivo dagli States dopo oltre un mese di latitanza) in odore di giubilazione da parte del gruppo di finanziatori che lo sostiene. L’avvocato di New York ha prontamente smentito, rilanciando (sul Corriere del Veneto) che anzi erano arrivati i dollari per completare tranquillamente la stagione. La vittoria del Venezia (1-0) regala indubbiamente un attimo di respiro a Tacopina mentre sembra frenare, forse non in modo definitivo ma parecchio sì, le ambizioni della squadra allenata da Michele Marcolini. Che scala in 10a posizione, a 21 punti dall’imprendibile capolista Benevento ma anche a soli 5 dal suo vice Pordenone. I tre punti conquistati al Bentegodi non migliorano invece la classifica dei neroverdi, che restano 15esimi (e quindi fuori dalla zona play out) solo per miglior differenza reti rispetto alla pari punti Empoli. Per la squadra di Alessio Dionisi c’è però la soddisfazione di aver ricambiato la sconfitta interna dell’andata.

Le cose vanno meglio per il Cittadella che il robusto 3-0 sul campo del Trapani ripropone fra le potenziali candidate alla promozione. Sono appena due infatti i punti che lo separano dal Pordenone, che sarà di scena al Tombolato il 6 marzo, e uno solo da Crotone e Frosinone. I granata di Roberto Venturato non meritavano di perdere in casa con il Benevento sette giorni prima e hanno assolutamente meritato la vittoria in Sicilia. Nel calciomercato di gennaio il Citta non ha fatto follie, il dg Marchetti ha puntato su un paio di acquisti molto mirati e funzionali. Inutile incidere su una squadra che sembra già attrezzata per ripetere la grande stagione precedente.

Bruttino il Vicenza che pareggia 0-0 contro un Gubbio che, con l’avvento di Torrente in panchina, è tornato a fare punti ma resta sempre una squadra di basso profilo. I biancorossi di Di Carlo fanno fatica, come tutti del resto, a trovare soluzioni offensive contro avversari che giocano con 5 difensori in linea e in prevalenza al di qua della metà campo. Anche perché Mimmo non può contare (per sua scelta?) su due esterni difensivi che diano apporto alle fasce e stavolta non è nemmeno assistito da un centrocampo dinamico e fosforico e questo sì per sua scelta: perché esclude Pontisso, che per carità non è un fulmine ma è l’unico che sa fare il play, e manda in campo un lentissimo Rigoni a sua volta non sostenuto da Cinelli e Vandeputte. Troppo facile difendersi per i ragazzi di Torrente, che rischiano solo in un paio di occasioni sventate dall’ottimo portiere Ravaglia (classe 1999).

Il Padova, sotto le cure da Andrea Mandorlini, ha ritrovato un rendimento da primi posti: con il 4-0 rifilato alla Vis Pesaro, sono due vittorie e un pareggio che sostanziano una miniserie positiva. Il sintomo più promettente sono gli 8 gol messi a segno, in controtendenza con la stitichezza offensiva che aveva contraddistinto tutta la gestione (premercato, giusto ricordarlo) di Sasà Sullo.

La Virtus Verona pareggia (0-0) a Trieste ed è un risultato tutt’altro che scontato perché l’Alabarda di questi ultimi tempi è soggetto ben diverso rispetto a quella di dicembre grazie ai giocatori in entrata che il ds Milanese ha messo a disposizione di Carmine Gautieri. Gigi Fresco, allenatore-presidente della squadra di Borgo Venezia, continua a ripetere che l’obbiettivo è salvarsi al più presto ma intanto mica è rimasto a guardare nel calciomercato di gennaio.

Fase in cui si è dato da fare l’Arzichiampo ma, stando al 5-0 incassato in casa del SüdTirol, si direbbe senza un gran risultato, anzi.

(ph: Facebook Hellas Verona FC)