Libertà di opinione, lettera aperta alla Segre

Cara Liliana, lei non può ammettere che una docente venga licenziata per averla criticata. Se è stata veramente vittima di un potere che non ammetteva scambio dialettico, dovrebbe essere la prima a difendere la possibilità di dire male della sua persona

Cara Liliana Segre,

se, come lei dice, è stata vittima di un potere che mandava al confino o giustiziava i dissidenti, lei non può ammettere che una docente venga licenziata per averla criticata. Altrimenti, che differenza ci sarebbe tra il regime che estrometteva dall’insegnamento i professori rei di aver rifiutato la tessera di partito e la democrazia? Se lei è stata veramente vittima di un potere che non ammetteva pietà, empatia, compassione e scambio dialettico, mia cara Signora, dovrebbe essere la prima a insorgere in difesa della possibilità di dire male della sua persona. E se lei è “sopravvissuta” al suo tragico tempo, noi le chiediamo di aiutarci a sopravvivere alla abominevole tristezza del nostro.

Con affetto,
Matteo Fais

(ph: imagoeconomica)