«Deposito Gpl a Chioggia, fermare tutto. Per l’ambiente e per il prestigio»

Baldin (M5S): «I rappresentanti dell’Unesco sono rimasti allibiti all’idea che un simile impianto entri in funzione in una Laguna»

“Ho presentato un’interrogazione alla Giunta in merito alla vicenda grave e urgente del deposito di stoccaggio di GPL nella laguna di Chioggia“. Sono le affermazioni della Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin che aggiunge: “Come già noto, non solo siamo di fronte a una pesante minaccia per l’ambiente e per la salute pubblica, visto anche il traffico di navi cisterna che l’entrata in funzione del deposito implicherebbe, ma pure dinanzi a una pessima figura che l’intera Regione e la Laguna veneziana in particolare rischiano di fare agli occhi del mondo intero”.

“Nel corso della recente visita – evidenzia la Consigliera – i rappresentanti dell’UNESCO sono rimasti allibiti all’idea che un simile impianto entri in funzione in una Laguna che è patrimonio dell’umanità. Non si tratta solo di dover giustificare una decisione scellerata ma anche di rischiare che la tutela dell’UNESCO alla Laguna e a Venezia venga revocata. Insomma, l’immagine della città costruita sul mare, concentrato di bellezze artistiche e architettoniche unico al mondo, verrebbe sfregiata irrimediabilmente da un serbatoio di GPL”.

“Dopo aver già fatto notare insieme al Comitato NO GPL che il progetto, rappresentando una pesante variazione per l’assetto ambientale, avrebbe dovuto essere comunicato all’UNESCO già prima di qualsiasi autorizzazione, ora ho chiesto formalmente al Governo regionale di porre rimedio a quella decisione dello Stato presa nel 2015 con l’assenso dell’allora assessore regionale Isi Coppola e con la firma dello stesso Governatore Zaia. Se si vuole – conclude Baldin – si può. Venga revocato l’assenso e si faccia un passo indietro rispetto a uno scempio ambientale e a una pessima figura di fronte al mondo intero”.

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