Mappato il genoma del riso basmati

Milano, 5 feb. (AdnKronos Salute) – Svelati i segreti del riso basmati (in lingua hindi ‘fragrante’), tipologia a grano lungo e aromatico coltivata nell’Asia meridionale. Usando una tecnologia di sequenziamento innovativa, ricercatori del Center for Genomics and Systems Biology della New York University (Nyu) sono riusciti a pubblicare su ‘Genome Biology’ la mappa genetica completa di due varietà: il basmati Dom Sufid iraniano, uno dei più costosi sul mercato, e il Basmati 334 pakistano, resistente alla siccità e ai batteri. Proprio grazie al Dna di quest’ultimo, gli scienziati sperano di identificare geni chiave utili a ottenere nuovi tipi di riso in grado di sopravvivere a infezioni e condizioni climatiche avverse.
Lo studio ha permesso anche di confermare che il basmati è un ibrido di due diversi gruppi di riso. La maggior parte del suo materiale genetico proviene dalla varietà japonica (Asia orientale), e in misura inferiore da un altro tipo coltivato in Bangladesh.
“Il riso è una delle colture base più importanti in tutto il mondo e le varietà del gruppo basmati sono tra le più iconiche e apprezzate – spiega l’autrice principale della ricerca, Jae Young Choi – Tuttavia, fino a poco tempo fa non esisteva un genoma di riferimento di alta qualità per il riso basmati”. Il team della Nyu ha colmato la lacuna, avvalendosi di una metodica di sequenziamento genetico di terza generazione (sequenziamento con nanopori), sviluppata dalla società Oxford Nanopore Technologies che ha collaborato al progetto.
Precedenti ricerche avevano mappato il genoma del riso basmati impiegando tecniche che permettono di sequenziare piccoli frammenti di Dna, e riassemblando successivamente i ‘pezzi ‘ottenuti. Il sequenziamento con nanopori consente invece di sequenziare rapidamente lunghe molecole singole di Dna, con la promessa di un risultato finale più completo e di qualità.
Il prossimo passo sarà quello di identificare, all’interno dell’intera mappa, geni peculiari che rendono unico il gruppo basmati, magari arrivando alla messa a punto di marcatori molecolari utili a coltivare nuove varietà.
“Disponendo ora della sequenza del riso Basmati 334, che può resistere a condizioni di siccità e infezioni batteriche – commenta l’autore senior del lavoro, Michael Purugganan – possiamo iniziare a cercare i geni che danno origine a questi preziosi tratti. La tolleranza alla siccità è qualcosa a cui siamo particolarmente interessati, considerate le sfide che affrontiamo a causa dei cambiamenti climatici e le implicazioni per la sicurezza alimentare in tutto il mondo”.

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