«Ogni risparmiatore che rinuncia a rimborso è una vittoria per truffatori»

Appello dell’Associazione Don Torta alle vittime dei crac di Bpvi Veneto Banca che non hanno ancora compilato il modello per accedere al Fir

«Noi risparmiatori abbiamo ottenuto risultati che nessun “sapiente” ci accreditava. Lo Stato ci ha concesso la legge FIR, hanno provato a manipolarla in tutti i modi ma ancora resiste. Questa legge è stata complicata ed in sede di applicazione rimangono tante difficoltà ma non dobbiamo demordere. Presentiamo le domande. Ogni risparmiatore che rinuncia ai quattro soldi concessi dallo Stato è una vittoria per chi ci ha imbrogliato, è la vittoria della politica e della burocrazia che ci affliggono, della grande finanza che ci sfrutta».

Così l’avvocato Andrea Arman dell’Associazione Don Torta in una lunga ed accorata nota diffusa sul web e sui social a proposito del relativamente basso numero di risparmiatori vittime dei crac di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che hanno compilato la domanda di accesso al Fondo di indennizzo.

Arman fa l’esempio di uno zelante cittadino che chiede di rimuovere le croci dalla rotatoria di Crocetta/Cornuda nel trevigiano elencando le normative violate dalla manifestazione e ha di conseguenza allertato la polizia locale: «Quotidianamente dobbiamo, purtroppo, prendere atto della frattura fra il “potere” , da una parte, ed il cittadino dall’altra. Vi è una distanza che crea quasi due fronti con interessi differenti, se non contrapposti – spiega Arman – Nonostante le tante chiacchiere di questa ultima legislatura, persiste l’impostazione statalista che dimentica quale sia il ruolo, la funzione e l’obbiettivo dello Stato, ovvero del potere che necessariamente in questo si incarna. Il “potere” vede il cittadino con diffidenza e lo controlla conseguentemente. Il cittadino è impaurito, timoroso e senza fiducia nelle istituzioni; assume, quindi, un atteggiamento difensivo, non collaborativo. Il “potere” Stato vuole perpetuare i propri privilegi; il cittadino cerca di salvarsi dallo Stato. Che triste situazione!»

«Manteniamo una forte tensione ed aggregazione perché siamo nel giusto e non possiamo rinunciare a chiedere ed ottenere un risarcimento dignitoso. Anche se può sembrare un tentativo di dialogo con un cadavere continuiamo a far sentire la nostra voce a quei politici che dicono di esserci vicini ma, e soprattutto, pretendiamo che i sindaci del Veneto, i presidenti di provincia, la regione e i parlamentari regionali alzino la testa e tutti assieme facciano sentire la propria voce a difesa dei loro cittadini della loro società» conclude Arman.

Nei prossimi giorni il Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete “don Enrico Torta” organizzerà degli incontri pubblici, cui sono invitati anche gli amministratori pubblici e le associazioni di categoria, «per organizzare la seconda fase della resistenza. Si parlerà anche di messa in mora di Banca d’Italia e di eccezione di costituzionalità al D.L. 99/17 (convertito in legge n. 121 del 31.7.2017) quello che ha servito il mercato del credito Veneto a Banca Intesa per un Euro»

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