Sanità e vincoli ambientali: Regione chiede aiuto a… Mauro Corona

Lo scrittore ha sollevato le questioni di Cadore, Auronzo e Comelico durante una delle ultime puntate di Cartabianca. La risposta dell’assessore Lanzarin: «Si è fatto un’idea sbagliata, incontriamoci e parliamone»

Le questioni sanità del Cadore e vincoli ambientali sul comprensorio di Auronzo e del Comelico irrompono negli studi televisivi di Cartabianca portate in auge da Mauro Corona. «L’Usl toglie una delle due ambulanze. La restante non può servire tutto il comprensorio di competenza. Mi chiedo perché non possano lasciare lì tutti e due i mezzi», spiega lo scrittore alla conduttrice Bianca Berlinguer che risponde: «Penso dipenda dalla Regione». Oggi l’assessore alla Sanità della Regione del Veneto, Manuela Lanzarin, lancia un’appello a Corona: «E’ un uomo di montagna, concreto e innamorato della sua terra. Mi dispiace che si sia fatto un’idea sbagliata della sanità bellunese e mi piacerebbe incontrarlo per descrivergli, documenti alla mano, l’impegno della Regione per la salute dei territori montani».

«Sul no ai vincoli nazionali in Comelico – dice l’Assessore – siamo assolutamente d’accordo, tanto che la Regione si è schierata apertamente con i territori e ha attivato tutti i ricorsi possibili nelle sedi giurisdizionali. Sulla sanità, però, non vorrei che Corona, per amore delle sue terre, fosse per una volta scivolato nella banalizzazione. Da uomo di montagna a tutto tondo, Corona forse si è dimenticato per un paio di minuti che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Per questo mi piacerebbe incontrarlo per fargli sentire e vedere che la foresta della sanità in montagna cresce, nonostante tanti problemi, primo fra tutti la carenza di medici e le scelte dei pochi che ci sono che spesso non prendono in considerazione l’opportunità di lavorare in un ospedale di montagna».

«Tra gli alberi cresciuti nella foresta della sanità bellunese grazie all’impegno della Regione – prosegue l’Assessore alla Sanità – vorrei illustrare a Corona come sono stati investiti in interventi e apparecchiature 13 milioni 505 mila euro nel solo 2019; come abbiamo rilanciato il Codivilla di Cortina, come abbiamo salvato tutti i punti nascita in montagna che il Governo e il Ministro Lorenzin volevano chiudere, e il Centro (privato) per le malattie respiratorie dei bambini a Misurina, come abbiamo realizzato il nuovo Pronto Soccorso e sviluppato l’elisoccorso di Pieve di Cadore, che tra poco avrà anche il via libera per il volo notturno, come abbiamo rilanciato l’ospedale di Feltre con il nuovo pronto soccorso e una nuova risonanza magnetica, come abbiamo dotato l’ospedale di Belluno della struttura per autoprodurre farmaci antiblastici contro il tumore, come stiamo lavorando per dare tutto ciò che serve al Punto di Primo Intervento di Auronzo, come pensiamo anche al futuro avendo inserito nei progetti per accedere ai fondi nazionali del Cipe il miglioramento sismico dell’Ospedale di Belluno per più di 39 milioni e l’adeguamento e riqualificazione del padiglione Della Palma dell’Ospedale di Feltre per 20 milioni».

«Vediamoci a parliamone – conclude l’Assessore rivolgendosi a Corona – perché una persona con la sua visibilità e la sua autorevolezza può aiutarci a combattere la disinformazione, che è uno dei peggiori nemici della montagna, perché crea timori e fa scappare la gente. Sentire che in montagna manca la sanità di sicuro non aiuta la verità».

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