«Glifosate non cancerogeno»: studio Usa mette in crisi Prosecco Docg

Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneta, preme per la riammissione da parte del Consorzio. La Corte di giustizia della Ue l’ha “assolto” l’ottobre scorso

Il Glisolfate potrebbe tornare a colorare di arancione le colline del Prosecco, patrimonio dell’Unesco. Almeno se vincerà la posizione di Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneta.

Riferendo di uno studio dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti, che ha concluso che la sostanza non sarebbe cancerogena, Giustiniani ha ribadito che «riteniamo importante continuare a utilizzare questa sostanza non solo da un punto di vista economico, perché si rischierebbe di mettere in crisi numerose imprese agricole, ma anche ambientale, perché l’utilizzo di prodotti fitosanitari come questo consentono non solo un efficace controllo delle infestanti, ma anche una conseguente riduzione al minimo delle pratiche di coltivazione dei terreni e delle emissioni di gas serra, preservando il suolo e permettendoci di produrre cibo per tutta la popolazione. Anche questa vicenda evidenzia come, prima di ricorrere alla demonizzazione di alcune modalità produttive, sia opportuno analizzare le questioni tenendo nella massima considerazione i pareri espressi dalla comunità scientifica internazionale».

Giustiniani è anche consigliere del Conegliano-Valdobbiadene e suo rappresentante in Fondazione Unesco, uno dei papabili a succedere a Innocente Nardi nella carica di presidente del Consorzio di Tutela e queste dichiarazioni possono far pensare che il Glisofate torni ad essere utilizzato anche nelle terre delle bollicine Unesco, nonostante la sua assenza sia stato uno dei punti ribaditi davanti all’ente per l’ottenimento del riconoscimento di Patrimonio dell’umanità. Il diserbante è stato “assolto” anche dalla Corte di giustizia della Ue nell’ottobre scorso: “Non sussistono elementi per inficiare la legittimità sull’uso del glifosato” hanno scritto i togati europei.

 

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