Sanremo, politica scatenata: «Renzi come Bugo. E Diodiato salva l’Ilva»

Il giovane cantante ha dedicato la vittoria a Taranto, Giro (FI): «Con lui vincono gli operai». E Pedica (Pd) lancia un’ironica stoccata al leader di Italia Viva

“Questo premio lo dedico alla mia famiglia e alla mia ‘altra’ famiglia che sono tutte quelle persone che hanno lavorato con me sul mio progetto musicale, con una grande delicatezza. E poi ci tengo a dedicarlo alla mia città e a tutti
quelli che lottano ogni giorno per una situazione insostenibile”.

Il primo pensiero di Diodato dopo la vittoria del Festival di Sanremo 2020 va ad i suoi affetti e alla sua città, Taranto. In realtà Antonio è nato ad Aosta ma ha sempre vissuto nella città pugliese, che vive il dramma dell’Ilva. “Userò sempre la mia forza per aiutare i miei amici di Taranto ad avere una cassa di risonanza per denunciare la situazione insostenibile di Taranto”, ribadisce Diodato che si è aggiudicato anche premio della Critica Mia Martini.

“Fra rap e trap almeno Diodato ha voce! Con lui a Sanremo vince anche la sua città Taranto e gli operai dell’Ilva citati nell’immagine del suo disco” ha subito commentato il senatore di Fi, Francesco Maria Giro.

La querelle sotto i riflettori ha ispirato Stefano Pedica, del Pd: “Renzi come Morgan e Bugo, si ritira mentre sta in gara. Il leader di Italia viva continua a minacciare il governo sulla prescrizione e rispolvera la famosa frase ‘che fai mi cacci?’ di Fini contro Berlusconi. Qualcuno gli ricordi che è stato lui per primo a volere questo esecutivo e che dopo c’è solo il voto”. E rincara: “Renzi dimostri di essere responsabile. Non prenda esempio da Morgan, che cambia il testo della canzone in gara, e da Bugo che scappa. Il governo non è Sanremo e a furia di tirare troppo la corda prima o poi si spezza e si torna a casa”.

L’edizione record

Sanremo 2020 chiude in bellezza, registrando un nuovo record: la media d’ascoto dell’intera finale è stata di 11.476.000 spettatori con il 60,6% di share. Per trovare una percentuale più alta occorre tornare alla finale del festival del
2002, condotto da Pippo Baudo con Manuela Arcuri e Vittoria Belvedere.

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