«Caro Zaia, ti faccio sei domande. Firmato: un patriota veneto»

«Lei si sente prima Salvinista o prima veneto? Crede ancora nei voti del referendum per l’autonomia?»

Egregio Luca Zaia,
ho letto la sua intervista sul Gazzettino di ieri nella quale suggerisce ai venetisti (…sigh!) di fare le nostre proposte invece di criticare le sue. Allora, caro Presidente, spiego e chiedo la sua su 6 temi che paiono sfuggirle, ma che sono cardini della mia critica:

1) i venetisti non esistono, esistono i veneti. Eventualmente esistono gli italianisti che perseguono da 160 anni un progetto artificiale e fuori dalla storia. Lei come si dichiara?
2) non esiste nemmeno il governatore del Veneto, ma, come chiaramente definito dall’articolo 121 della Costituzione, esiste il presidente. Lei come si definisce?
3) la proposta di autonomia non è sua, ma figlia di una proposta di Forza Italia (l’onorevole Dario Bond lo ha pubblicamente confermato a Belluno in un convegno sul tema il 16/03/19) tesa a diluire il portato politico della legge per il referendum indipendentista voluto da Indipendenza Veneta. Lei cosa ha votato nel 2014?
4) comunque, da indipendentista veneto non sono contro la “sua” proposta che, anzi, ho fortemente sostenuto prima, durante e dopo il voto del 22/10/17. Sono CONTRO la sua gestione politica del patrimonio di 2.300.000 voti raccolti. Lei crede ancora nella spinta di quei voti?
5) io sono CONTRO la sua naturale sudditanza partitica, che depaupera il valore storico della nostra terra. Lei si sente prima salvinista o prima veneto?
6) io sono CONTRO l’attendismo, il posticipo, l’attesa di una congiuntura che pare sempre prossima, ma che non si concretizza mai. Semplicemente perché OGNI ANNO che passa sono 3500 gli euro che OGNI VENETO butta in quel “contenitore di sterco” che lei rispetta e che si chiama Italia. E questo, a prescindere dalle opinioni politiche, non è ammissibile sul piano etico. Per lei lo è?

La ringrazio, presidente.
Massimo Vidori, patriota veneto

(ph: Facebook Indipendenza Veneta)

Tags: