Boccia: «Chi è contro l’autonomia è contro la Costituzione»

Il ministro degli Affari regionali ha completato la sua riforma. Ora è la volta del passaggio in Consiglio dei ministri

«Chi è contro l’autonomia è contro la Costituzione». Così il ministro Francesco Boccia nella mattinata di oggi, mercoledì, prima dell’incontro previsto con una delegazione delle Sardine.

Il mio lavoro l’ho completato, – afferma Boccia – i tempi li deciderà il presidente Conte. Ora penso sia utile, giusto e corretto dare la parola al Parlamento”. “E’ stato fatto un lavoro molto rigoroso in questi mesi, – rileva Boccia – il Consiglio dei ministri ha avuto più di un’informativa e la settimana scorsa abbiamo trasmesso gli ultimi ritocchi. Il provvedimento è pronto per il Consiglio dei ministri, l’abbiamo trasmesso al pre-consiglio e questa è già la seconda volta che facciamo questo percorso. I dubbi sono stati tutti fugati. Siamo di fronte a una grande opportunità”.

Quindi Boccia aggiunge che “il tema è dare più competenze ai Comuni e alle Regioni, che però non devono diventare nuovi centri di potere: fare questo accordo e tenere sullo stesso tavolo i presidenti delle Regioni e i sindaci metropolitani è un dovere della politica, e quello che abbiamo fatto in questi mesi è stato ricostruire un clima di fiducia tra i diversi livelli istituzionali”.

“Il fondo di perequazione di 3,4 miliardi che prima non c’era e ora c’è – sottolinea Boccia – consente un intervento dello Stato su tutte le aree in difficoltà, non solo al Sud ma anche al Nord, come quelle interne e di montagna”. Per quanto riguarda “il numero delle materie”, questo aspetto “rischia di portarci fuori strada. Zaia ha fatto una proposta, io ho apprezzato la modifica di quella proposta: il tema era dateci le materie, dateci i soldi e facciamo noi, quell’approccio non c’è più. Sulle materie discuteremo quando firmeremo l’intesa”.

“Abbiamo costruito un tavolo – sostiene Boccia – che consente a tutti di sentirsi rappresentati. Quando firmeremo l’intesa, capiremo di quante materie c’è bisogno. Aver separato le materie Lep (Livelli essenziali delle prestazioni, ndr) da quelle non Lep agevolerà il confronto. Partire dalle materie non Lep significa accelerare i tempi”.

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