Soave, festival letterario annullato: «Più importante Vinitaly della cultura»

L’associazione SoaveCultura: «Era tutto pronto, già prenotati scrittori di fama nazionale. Tante parole date e mai mantenute. Stiamo valutando se spostarlo in un altro comune»

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione “SoaveCultura”, nella riunione straordinaria tenutasi il 10 febbraio, preso atto delle condizioni poste dall’amministrazione comunale e dal Consorzio Tutela del Soave per la concomitanza della manifestazione “Vinitaly in the City” con la nostra manifestazione “Soave Città del Libro” – ha deciso, a malincuore, di annullare l’evento programmato a Soave nei giorni 2-3-4-5 Aprile prossimo, evento già completamente organizzato, con 50 scrittori programmati per orari e sedi, e 800 alunni organizzati a partecipare agli incontri a loto dedicati.

In un post Facebook il presidente Luigino Mericiani e i consiglieri Giorgio Mainente, Michela Creasi, Paola Zordan, Teresa Zampicinini, Davide Laperni, Marco Burato scrivono: «Ci dispiace dover constatare ancora una volta che non sia stata capita l’importanza per Soave di dedicare questi quattro giorni in via esclusiva al libro ed alla cultura, quali strumenti di sensibilizzazione e crescita, al fuori e al di là di ogni interesse economico o politico. Quando ad inizio dicembre ci è stata comunicata la concomitanza del “Vinitaly in the city” con la nostra manifestazione, ormai già parzialmente organizzata e con scrittori di fama nazionale già prenotati per quelle date (Gramellini, Corona, Gamberale, Paragone, ecc.), abbiamo richiesto inizialmente di non “contaminarla” con eventi che potessero farla passare in secondo piano e che poco c’entrano con i libri. Vista l’impossibilità di evitare la cosa, ci è stato detto dall’amministrazione che il “Vinitaly in the city” si sarebbe svolto nell’aera dell’ex museo del gioco (parco giochi), per non coprire il festival letterario».

«La cosa è stata accettata da SoaveCultura – continua il post -. Ma in data 1° febbraio all’incontro con il direttore del Consorzio del vino Soave, sig. Lorenzoni, ci viene riferito dallo stesso che il “Vinitaly in the city” viene fatto all’interno dell’ex sede della Cantina Sociale di via Roma, punto d’ingresso del festival letterario e accoglienza degli ospiti. Questo ci ha lasciati sbalorditi ed abbiamo chiesto incontro urgente con sindaco, vice sindaco e il direttore del Consorzio. Quest’ultimo non si è poi neanche presentato e abbiamo finito la riunione con nulla di fatto. Alla nostra richiesta di spostare fuori dalle mura e dalla visibilità il “Vinitaly in the city”, solo domenica 9 febbraio pomeriggio ci hanno risposto che avrebbero fatto una tensostruttura in Foro Boario, coprendo a livello d’immagine “Soave Città del Libro”. Da fare presente che un mese fa avevamo richiesto noi Foro Boario per fare una tensostruttura dove posizionale la seconda sede di incontri per i big, ma ci è stato rifiutato, in quanto andavamo a “coprire” l’ingresso del “Vinitaly in the city”».

«Pertanto, nonostante le nostre disponibilità ed aperture avute fin dai primi incontri con l’amministrazione a metà dicembre, ci siamo trovati nelle ultime settimane con sorprese e parole date ma non mantenute. Il tutto ha portato a questa scelta drastica. In questi giorni stiamo lavorando per vedere se spostare il festival, già in sé pronto, in qualche comune limitrofo (visti gli interessi maggiori per l’evento), in modo da non perdere il lavoro fin qui fatto e fare in modo che la cultura non perda ancora una volta», concludono.

(ph: Facebook Soavecultura)