Cattolica, il controparere: «Legittime modifiche anti-Bedoni»

I professori Abriani e Lamandini promuovono i cambiamenti allo statuto proposti dal fronte dei soci contrari all’attuale vertice 

«Le modifiche allo Statuto della Cooperativa Cattolica Assicurazione sono pienamente legittime». A dirlo due autorevoli accademici, esperti di corporate governance, Niccolò Abriani e Marco Lamandini commentando le regole di buon governo presentante dai soci Francesco Brioschi, Massimiliano Cagliero, Giuseppe Lovati Cottini, Credit Network & Finance e SH64.

Il 19 febbraio a Verona, è in programma un incontro aperto al pubblico organizzato dai soci proponenti per illustrare contenuto e portata delle Regole di Buon Governo con la presenza di Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, già Ordinario di Economia Politica all’Università di Bologna e Adjunct Professor of International Political Economy alla John Hopkins University

Il parere da Abriani (Ordinario di diritto commerciale presso l’Università degli Studi di Firenze) e Lamandini (Ordinario di diritto commerciale presso l’Università degli Studi di Bologna), presenta un’opinione «per la verità» che offre una valutazione oggettiva, effettuata con imparzialità e piena indipendenza, delle norme di diritto applicabili in questo contesto. Le Regole di Buon Governo sono state presentate dai soci proponenti con la finalità di salvaguardare Cattolica Assicurazioni, introducendo principi di governance in linea con i migliori standard societari, considerando al contempo la natura cooperativa della Compagnia quale imprescindibile caposaldo.

Tra le modifiche presentate, che saranno discusse durante l’Assemblea Straordinaria dei soci prevista per il 6 marzo in prima convocazione e il 7 marzo in seconda, vi sono, tra le altre: il deciso rafforzamento dei requisiti di indipendenza e professionalità dei consiglieri di amministrazione, l’incremento del numero degli amministratori di
minoranza, l’introduzione di un limite al numero di mandati e di età dei Consiglieri e la ridefinizione del ruolo del Presidente del Consiglio di Amministrazione, in linea con il ruolo affidatogli dalla regolamentazione di settore.

All’esito di una accurata analisi, i professori Abriani e Lamandini hanno concluso con chiarezza che: «Nessuna delle nuove clausole statutarie sottoposte all’approvazione dell’Assemblea dei soci della Compagnia si espone a vizi di legittimità; in particolare, non sussiste alcun limite legale all’introduzione, con effetto immediato, di requisiti personali aggiuntivi di eleggibilità, quali quelli in esame, per gli amministratori, ai quali si colleghi, per il caso di mancanza degli stessi, l’immediata decadenza dall’ufficio».

E ancora che: «L’introduzione nello statuto di una società per azioni quotata di un limite di età e di un tetto al numero dei mandati risulta coerente e compatibile con le buone prassi di mercato discusse e invalse anche a livello internazionale nella definizione degli assetti di vertice della società e appare meritevole di particolare considerazione con riferimento a una Compagnia assicurativa che abbia natura cooperativa e adotti il sistema monistico di amministrazione e controllo».

È stato inoltre affermato che: «La delibera di approvazione, tra le altre modificazioni statutarie, della introduzione di nuovi requisiti personali per gli amministratori, quali il limite di età e un tetto al numero dei mandati, anche con effetto rispetto agli amministratori in carica, se per un verso non può certamente considerarsi nulla o inefficace, non si espone neppure ad azione di annullamento, non ravvisandosi vizi di forma o di sostanza suscettibili di configurare una difformità dalla legge o dallo statuto».

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)