Lega imbarca-tutti, l’ipocrisia è molto in vogue

Lo pseudo-caso Beschin sulla modella italiana di origini senegalesi è la cartina di tornasole di un certo degrado della politica. Troppo disinvolta

Sul caso non-caso della modella di origine senegalese Maty Fall Diba sulla cover di Vogue, definita dal consigliere comunale di Arzignano Daniele Beschin su Facebook una bellezza non proprio «tutta italiana», si potrebbe liquidare il tutto con una battuta: stiamo parlando di un quidam de populo militante del partito neofascista Forza Nuova (finora è stato scritto, anche da noi, coordinatore provinciale vicentino, mentre ora ha rivelato di non esserlo più), e nello specifico di un soggetto mai distintosi per tenere a freno le pulsioni esternatorie, in particolare sui social network. Una querelle di periferia sull’incontinenza verbale di un fascio, niente di più.

Ma qui la questione non è tanto lui, ma il modus operandi della Lega. Alle elezioni locali la sezione arzignanese, guidata dall’oggi vicesindaco Enrico Marcigaglia, lo imbarca in lista proprio perchè le sue idee lo hanno reso noto e un suo gruzzolo di voti li ha. E’ un fascista? E’ il ras di Forza Nuova? Su tanti temi i suoi punti di vista saranno quindi conseguenti? E’ una testa calda? Chi se ne importa: quel che conta è assicurarsi i suoi elettori. Tutto fa brodo. Così il commissario provinciale del partito di allora, il veronese Paolo Tosato, non si pone nemmeno lui troppi problemi. Del resto perchè dovrebbe, se non se li fa nessuno, come l’ex segretario della provincia Erik Pretto o i vicini di Chiampo, compreso il segretario Mariano Vantin che oggi accusa Marcigaglia di non esserseli fatti l’anno scorso? Perchè avrebbe dovuto farseli lui che era di passaggio? La “distrazione”, o per chiamare le cose con il loro nome, l’assenso pacifico alle opinioni di Beschin, porta il suo frutto: il camerata ramazza 178 preferenze, risultando il secondo più votato proprio dopo Marcigaglia, che sale sul podio con 240.

Tutti contenti, dunque. Le intemperanze del forzanovista eletto con i sovranisti? Bah, l’importante è che ora faccia il bravo. Ma Beschin, bravo non riesce proprio ad essere. E con quella frase troppo ambigua, anzi per niente ambigua, sulla splendida Maty («Da lì dire che è una bellezza tutta italiana ce ne passa. Ormai il politicamente corretto e il terrore di essere razzisti, ci ha portato anche a perdere completamente di vista il buonsenso e la realtà di cose. Una gran bella ragazza dunque, meritevole di una copertina così importante, ma è una bellissima senegalese così come ci sono le bellissime ragazze italiane, svedesi, cinesi e brasiliane. Se una ragazza cinese con cittadinanza italiana è una bella ragazza, credo lei per prima, fiera delle proprie origini, avrebbe piacere di rivendicare la sua terra»), il consigliere diventa un paria. E i leghisti si scoprono paladini dell’anti-razzismo.

Naturalmente, il responsabile primo del pasticcio, Marcigaglia, si guarda bene dall’assumersi la responsabilità. Tosato scarica su di lui. E la vicenda affoga nell’ipocrisia. Una pochade? Non esattamente. Il punto politico c’è: la Lega, pur di raccattare un voto in più, prende a bordo di tutto. Salvo poi indossare la maschera dell’indignazione. Piacerebbe sapere che cosa ne pensa il liberale e pragmaticissimo Luca Zaia.

(ph: Facebook Lega Veneto Zaia Presidente)