Studente arrestato in Egitto, presidio a Padova per Zaky

«Chiediamo la libertà per Patrick, illegittimamente in stato di fermo da una settimana. Inaccettabile che, dopo la vicenda di Giulio, il regime di Al-Sisi utilizzi ancora violenza per mettere a tacere le voci della ricerca»

«Tutta la comunità dell’Università di Padova segue con apprensione la vicenda di Patrick Zaky, lo studente dell’ateneo bolognese arrestato nei giorni scorsi in Egitto». Sono le parole del rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto che lancia un appello: «I diritti fondamentali dell’uomo sono inviolabili. L’Università di Padova, che porta nel suo Dna la libertà, in tutte le sue forme e per tutti, chiede alle istituzioni, nazionali e internazionali, di continuare a battersi per trovare una soluzione al più presto per il caso Zaky».

Oggi alle 18 gli studenti e la comunità padovana si riuniranno di fronte a Palazzo Moroni per chiedere la libertà di Patrick Zaky, il ricercatore dell’Università di Bologna trattenuto al Cairo dalla polizia ormai da sette giorni. «Patrick si trova illegittimamente in stato di fermo ormai da una settimana, accusato di diffusione di false notizie sui social media, rischiando l’accusa di terrorismo e la conseguente incarcerazione. Nel frattempo, durante l’interrogatorio, diverse fonti sostengono che potrebbe avere subito torture, tra cui l’elettroshock – dichiara Pietro Notarnicola, coordinatore di Studenti Per – Udu Padova -. Da studenti abbiamo già vissuto questa scena, abbiamo già provato questa sensazione di angoscia per il futuro di un ricercatore italiano, 4 anni fa, quando Giulio ci lasciò in circostanze mai chiarite. È inaccettabile come ancora una volta nel regime di Al-Sisi si utilizzi la violenza per mettere a tacere le voci della ricerca e dell’attivismo per i diritti umani».

Conclude Beatrice Sofia Urso della Rete degli Studenti Medi di Padova: «Abbiamo scelto di lanciare un presidio per Patrick per dimostrare che non è solo: vogliamo essere solidali con lui e la sua famiglia e denunciare il forte clima di repressione che si vive in Egitto. La ricerca non si arresta: la libertà del sapere va tutelata in tutti gli stati e questo ennesimo sequestro da parte del governo egiziano non può concludersi come già abbiamo avuto modo di vedere con Giulio 4 anni fa. Fa piacere notare che un’intera comunità senta la necessità di stringersi intorno a Patrick e ciò che rappresenta. Per la libertà di Patrick e per la libertà del sapere e della ricerca, vi aspettiamo oggi alle 18 di fronte a palazzo Moroni».

Tags: ,